Matteo Renzi a In 1/2 Ora – 30 novembre 2014

L’interivsta di Lucia Annunziata a Matteo Renzi.

di

Matteo Renzi è di nuovo ospite di Lucia Annunziata, dopo la puntata del 27 aprile 2014.

La giornalista su Rai3 tenta di parlare del calo di consenso di Renzi, ma il premier dice che tutto sommato non ne è particolarmente preoccupato, visto che si aspetta che ci sia un calo di consensi in chi cerca di “cambiare il paese”.

Poi si parla delle elezioni e dell’astenzionismo. Renzi lo ritiene secondario. E lo ribadisce più volte, anche quando Annunziata prova a incalzarlo sul tema.

Il premier preferisce parlare di altri temi. Per esempio, sostiene che la crisi lavorativa di una serie di realtà in Italia sia risolta e rivendica l’aumento dell’occupazione (insieme a quello della disoccupazione, ovviamente, nella ridda di dati cavalcati surrealmente in questi giorni).

Si passa oltre, però.

E Renzi spiega perché non è andato a Genova:

«Da uomo mi vergogno. A Genova ci vado quando ho trovato il burocrate che ha bloccato i lavori, ci vado quando ho pronti i lavori da consegnare»

Sui rom, ribadisce per due volte che

«Io da sindaco ho smantellato i campi rom, ma l’ho fatto permettendo ai bambini di andare a scuola»

e di Salvini dice:

«Scommette sulla rabbia degli italiani, io scommetto sul coraggio degli italiani»

E aggiunge:

«L’alternativa a questo Governo è una destra che ha un nome e cognome, una destra che si chiama Le Pen in Francia».

Le domande di Lucia Annunziata vengono agilmente dribblate da Renzi, che prosegue con la sua retorica dell’uomo, dell’italiano che dice che in politica si devono proporre le cose, non andare solamente “contro”.

«Il sindacato sta facendo una battaglia. Io la rispetto. Ma credo che abbia una responsabilità storica, perché in questi vent’anni ha perduto l’occasione di rappresentare la mia generazione, la generazione dei precari».

«Questo jobs act cancella i co-co-co e i co-co-pro. È la riforma più di sinistra mai fatta in questo paese».

Annunziata fa notare che Renzi è il Presidente del Consiglio che ha posto più volte la questione di fiducia (si parla di un 76%, Berlusconi è accreditato di un 5%). Lui dice che è necessario per far approvare le cose.

Quindi si parla delle elezioni, visto che Berlusconi insiste. Renzi è certo:

«L’Italicum diventerà legge (dice che la riforma costituzionale andrà in aula sulle riforme istituzionali). Berlusconi è seduto al tavolo, ma non è più quello che dà le carte. Però rappresenta milioni di italiani: faccio in modo che finisca la “guerra civile” del contrasto. Poi ho delle opinioni diverse da lui».

Sul tema-Napolitano, dice che non si può interrompere tutto per attendere l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

(in aggiornamento)