Matteo Renzi alla Cna: “L’Italia cambia, insieme ce la facciamo”

Il premier invia un videomessaggio agli imprenditori della Cna, la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa che oggi si riunisce a Mirandola, e sparge ottimismo

Oggi la Cna, Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa, riunisce la propria assemblea nazionale a Mirandola, uno dei comuni più colpiti dal terremoto dell’Emilia-Romagna: l’incontro, che si tiene in un capannone della Ptl, uno stabilimento metalmeccanico ricostruito dopo il sisma del maggio 2012, ha visto la presenza anche del premier Matteo Renzi.

Una presenza virtuale, quella del Presidente del Consiglio, che ha voluto inviare un videomessaggio (che vi proponiamo in testa a questo post) agli imprenditori ed agli artigiani federati nella Cna, augurando loro buon lavoro e spargendo a piene mani ottimismo e visioni di crescita per il futuro.

Un’ottimismo che fa parte del ruolo del Presidente del Consiglio ma che diventa difficile da raccogliere se guardiamo ai recenti dati sulla disoccupazione e sull’aumento delle tasse negli ultimi 20 anni, in rapporto ai redditi: un tema, quello delle tasse, molto caro agli imprenditori e agli artigiani delle PMI.

Andando oltre i motti, gli annunci e “la carica” che il Presidente del Consiglio tenta di infondere agli astanti accorsi all’assemblea Cna, i contenuti messi sul piatto dal Presidente del Consiglio sono quelli di maggior appeal per gli imprenditori:

“Per la prima volta lo Stato che dimagrisce anziché ingrassare: la riduzione delle tasse come un inizio di un processo rivoluzionario, questo è il nostro obiettivo. Tagliamo le tasse di 18 miliardi […] c’è anche un abbassamento dell’Irap, una semplificazione delle procedure, la possibilità per chi dal primo gennaio creerà posti di lavoro a tempo indeterminato per i primi tre anni di non pagare i contributi”.

Forse però nel breve intervento del premier la parte più interessante riguarda, ancora una volta, le parole riservate ai sindacati, che sono sempre più sul piede di guerra:

“L’Italia oggi è divisa tra chi pensa che di fronte ad un problema si debba urlare più forte e alimentare il problema per creare ancora più tensioni e chi invece, rimboccandosi le maniche, facendo il proprio pezzo di strada questo paese lo rimette in gioco.”

Di fatto, oltre al ruolo di “motivatore” (legittimo, per carità, financo utile) nel suo intervento Renzi non va molto oltre: parole già utilizzate nel corso della visita di ieri ad alcune imprese in Sicilia e Calabria, promesse già sentite cui PMI e artigiani attendono di vedere ora i risultati.

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