Elezioni Groenlandia: 58mila elettori per un voto “pesante”

Poche decine di migliaia di elettori sono chiamati al voto del nuovo esecutivo del subcontinente che fa gola a tante potenze a causa delle sue risorse energetiche e minerarie

In Groenlandia è tempo di elezioni anticipate per eleggere il nuovo capo del governo. Gli elettori chiamati alle urne sono 58 mila, più o meno gli abitanti di un quartiere delle nostre metropoli, ma il voto degli abitanti di questo subcontinente grande sette volte l’Italia (2,1 milioni di kmq la sua superficie) sarà decisivo per le sorti del Pianeta.

La Groenlandia è uno scrigno di risorse naturali che lo scioglimento dei ghiacciai sta rendendo appetibile a mezzo mondo, dalla Russia, ai Paesi scandinavi, dal Canada agli Stati Uniti. Politicamente la Groenlandia appartiene alla Danimarca e molti dei successi economici della piccola nazione del Nord Europa sono dovuti proprio all’attività estrattiva che si compie nel circolo polare artico e dintorni.

Nella corsa alla poltrona di premier i temi sul piatto non sono lavoro o immigrazione, sanità o istruzione, ma riscaldamento globale e indipendenza dalla Danimarca.

La precedente premier Aleqa Hammond, di Siumut, è stata travolta da uno scandalo e la grande favorita è ora la candidata del partito Inuit Atagatigiit, Sara Olsvig. Olsvig dovrà vedersela con Kim Kilesen, la nuova candidata di Siumut.

Olsvig vorrebbe imprimere una svolta ecologista al paese puntando sul turismo e sulla pesca e ha in mente di proporre un referendum che consenta ai propri abitanti di esprimersi riguardo allo sfruttamento dei giacimenti.

Per la cronaca la premier Aleqa Hammond è stata travolta da uno scandalo che l’ha costretta a sciogliere il suo esecutivo: 14mila euro statali sarebbero stati utilizzati dai suoi familiari per pagare alberghi, voli e cene. Una volta smascherata la sua malefatta la donna ha lasciato l’incarico senza opporsi alla magistratura.

I 58 mila esquimesi dovranno rinnovare i 31 membri della Dieta (il parlamento locale) ed eleggere il governatore.

Facendo parte dell’Unione Europea, attraverso la Danimarca, la Groenlandia estende i suoi confini in zone molto prossime a quelle di quattro potenze che si affacciano sull’Artico: Russia, Stati Uniti, Canada e, naturalmente, Ue. Ovviamente il risultato delle elezioni avrà ripercussioni ben più ampie di quelle che riguardano le potenze “boreali”. In ballo ci sono la tenuta dei ghiacciai e, quindi, i livelli dei mari, come è stato illustrato da Thule Tuvalu, un recente documentario che ha messo in relazione gli scioglimenti della Groenlandia con gli allagamenti delle isole del Pacifico.

Via | Sole 24 Ore