Amarcord 2010 – Alessandro Zanni: il miglior azzurro dell’anno per Rugby 1823

Premiare il miglior giocatore di un anno è difficile. Lo è perché bisogna capire innanzitutto cosa s’intende: il più forte o quello che in quell’anno è stato decisivo, il più bravo, si è messo in mostra? Come è stato difficile scegliere Morgan Parra come miglior rugbista 2010, così non è stato facile per me scegliere

Premiare il miglior giocatore di un anno è difficile. Lo è perché bisogna capire innanzitutto cosa s’intende: il più forte o quello che in quell’anno è stato decisivo, il più bravo, si è messo in mostra? Come è stato difficile scegliere Morgan Parra come miglior rugbista 2010, così non è stato facile per me scegliere il miglior azzurro dell’anno di Rugby 1823. Ma, alla fine, ha prevalso Alessandro Zanni.

Certo, i fenomeni si chiamano Sergio Parisse e Martin Castrogiovanni. Sicuro, la stagione (ma non in azzurro) di Andrea Lo Cicero è stata fantastica e, è vero, Pablo Canavosio e Mirco Bergamasco ci hanno regalato i punti decisivi per i due successi di questo 2010.
Ma basta tornare indietro di un anno, ricordare gli sguardi smarriti di chi si chiedeva come avremmo fatto ad affrontare il Sei Nazioni senza capitan Parisse. Già, il nostro numero 8 si era infortunato e avrebbe saltato l’intero torneo continentale. Una tragedia perché, ahimé, non ci mancano solo i mediani, ma anche in terza linea centro non abbiamo grandi ricambi.
La scelta di Nick Mallett fu quella di spostare Alessandro Zanni da flanker a terza centro. Scelta azzardata. Ecco, nell’ultimo Sei Nazioni uno dei migliori giocatori dell’intero torneo fu proprio il ragazzone di Udine, preciso, dinamico, potente. Ha saputo adattarsi in fretta a un ruolo non suo e lo ha fatto in modo tale che pochi hanno rimpianto Parisse un anno fa. Ecco perché, nonostante tanti potessero candidarsi, è Alessandro Zanni il miglior azzurro 2010 per me.