Per il Front 9 milioni da una Banca russa. Putin finanzia Marine Le Pen?

Il Front National ha ricevuto un prestito di 9 milioni di euro da una banca russa vicina a Putin. In Francia, si teme che il Cremlino stia finanziando la corsa all’Eliseo di Marine Le Pen

Il Front National di Marine Le Pen ha ottenuto un prestito da 9 milioni di euro dalla First Czech Russian Bank. A darne notizia è stato il sito di informazione francese Mediapart.

L’istituto di credito, che ha concesso una somma così ragguardevole al partito di estrema destra, è di proprietà di una personalità legata al Presidente Putin e al primo ministro Medvedev, Roman Yakubovich Popov. Ovviamente, la notizia ha sollevato molte polemiche e Le Pen ha prontamente fatto notare che l’operazione si è resa necessaria per far fronte alle spese delle prossime elezioni dipartimentali e che le banche francesi non si sono dimostrate disponibili a concedere credito al Front. Inoltre, il tesoriere del partito, Wallerand de Saint-Just ha voluto evidenziare che il tutto si è svolto con “impeccabile regolarità“.

Ma al di là della rigidità delle banche transalpine nei confronti del Front, per certi versi motivata dopo lo scandalo sui rimborsi della campagna elettorale del 2012 dell’ex presidente Sarkozy, la questione che si pone è squisitamente politica. Ovvero la palese convergenza di interessi tra il Cremlino e Le Pen e gli altri leader della destra nazionalista no-euro europea. C’è chi già parla persino di un investimento di Putin a lungo termine, che possa portare la figlia di Jean-Marie all’Eliseo nel 2017.

L'”alleanza” sarebbe confermata anche dai viaggi di Marine a Mosca a ridosso delle elezioni europee e locali, che hanno visto il Front trionfare e confermarsi come prima forza nazionale. In quelle occasioni gli attestati di reciproca stima, tra la leader nazionalista e il Presidente russo, si sono sprecati. L’intesa è stata quasi naturale, non solo per una certa ammirazione, manifestata da parte di Le Pen, per il modello di società post-sovietica, ma anche perché c’è sintonia con la Russia sulla politica estera, in particolar modo sull’Ucraina.

Come è noto, Le Pen ha espresso vicinanza a Putin sulla Crimea e sulla gestione del dopo Yanukovich, in contrasto con Bruxelles ed Hollande. Segnaliamo, a tale riguardo, che mentre il Presidente francese è ai ferri corti con il Cremlino, rifiutandosi di onorare un contratto del 2011 che prevedeva la consegna di due navi da guerra Mistral a Mosca, la leader del Front va sostenendo il referendum federalizzazione dell’Ucraina. Inoltre, il supporto a Putin non è mancato nemmeno quando scoppiò il gelo diplomatico con l’occidente sulla questione siriana.

Insomma il problema politico, che ha posto la vicenda del prestito, è che possano sorgere delle ingerenze nella politica europea da parte della Russia, disposta forse a finanziare forze europee anti-Ue e anti-Nato. Ricordiamo, a tale riguardo, che Nigel Farage dell’Ukip non ha mai nascosto la sua simpatia per Putin e che Matteo Salvini della Lega Nord è andato a Mosca, il mese scorso, a perorare la causa della fine delle sanzioni contro la Russia da parte dell’occidente. Ma ovviamente queste, per il momento, non sono che ipotesi.