Il Patto del Nazareno sempre più a rischio, verso elezioni anticipate?

Per quanto tempo ancora Berlusconi riuscirà a tenere a bada la ribellione in Forza Italia? Di sicuro non fino al 2018.

di andreas

Il Patto del Nazareno non è solo un accordo tra Renzi e Berlusconi per portare a casa le note riforme istituzionali e per eleggere di comune accordo il nuovo presidente della Repubblica. È ancor più, e soprattutto in questo momento, un patto sulla durata della legislatura. Finché tiene, Berlusconi non deve temere di trovarsi all’improvviso catapultato in una campagna elettorale che potrebbe certificare la fine politica del suo movimento e può continuare a cercare il modo di rimettere la barca sulla giusta rotta entro il 2018. È anche per questo che si continua a fare melina sull’Italicum: nel momento in cui la legge elettorale venisse davvero approvato, a fermare Renzi dall’andare al voto ci sarebbe solo la sua parola di premier (di cui Berlusconi non si fida affatto).

Il problema più urgente, ora, non è più se e quando l’approvazione dell’Italicum farà saltare il Patto del Nazareno; ma se e quando la ribellione dei dirigenti di Forza Italia costringerà Berlusconi a fare la scelta politicamente più ovvia in questo momento: far saltare il tavolo delle riforme, dare vita a un’opposizione sulle barricate e sperare che non sia troppo tardi per fermare l’ascesa della Lega Nord (che, nei sondaggi politici, ha già superato Fi in alleanza con Fratelli d’Italia). Il puzzle è però complesso, e non si capisce quale possa essere la strategia a lungo termine migliore né per Renzi, né per Berlusconi.

Mettiamo che salti il Patto del Nazareno, a quel punto per Renzi la strada obbligata è andare ad elezioni politiche nel 2015, vincere e poi ritrovarsi con un parlamento non più così ostile. Il problema è che con la legge elettorale attualmente in vigore (l’iper proporzionale Consultellum) per vincere bisogna superare il 50% (obiettivo molto difficile anche in coalizione) e poi ci si ritroverebbe ricattabili da ogni micropartitino alleato. Allo stesso tempo, se Renzi decidesse di voler comunque andare al voto, ecco per Forza Italia sarebbero guai: il partito di Berlusconi rischierebbe di ritrovarsi terzo se non quarto partito con truppe parlamentari ridotte all’osso.

La scommessa dei dirigenti azzurri, infatti, è che far saltare il Patto del Nazareno costringerà Renzi a non andare al voto (per la mancanza di una nuova legge elettorale), lasciandoli in santa pace in Parlamento ancora per tre anni abbondanti. Siccome però una legge elettorale va comunque approvata, nel preciso istante in l’accordo tra lui e Berlusconi saltasse, la missione di Renzi diventerà trovare un’altra larga maggioranza con cui mettere in piedi una legge elettorale. Con Sel, con ex M5S, con il M5S vero e proprio, con chi ci sta. Una legge elettorale in cui però Forza Italia non potrebbe più dire la sua nel tentativo di limitare i danni e con la promessa di contribuire a eleggere il nuovo capo dello Stato. E quindi? Come se ne esce? La cosa più logica, a questo punto, sarebbe davvero quella di tenere in piedi il Patto, votare l’Italicum e poi andare al voto. Se non fosse che c’è di mezzo anche la riforma del Senato… Avanti di questo passo, l’unica cosa assicurata è la palude.

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