Financial Times: Syriza, Podemos e Linke hanno ragione sul debito europeo

Il Financial Times pubblica un editoriale, firmato da Münchau, in cui si dà ragione ai partiti di sinistra radicale sull’euro. Appaiono come gli unici soggetti capaci di innescare un cambiamento reale

Il Financial Times è il giornale economico-finanziario più letto a livello mondiale e di certo non si è mai distinto per opinioni progressiste, vicine a quelle dei movimenti sociali. Eppure, ieri, ha pubblicato un editoriale di Wolfgang Münchau, noto per le sue posizioni anti-austerity, nel quale si dà ragione alla sinistra radicale sul debito europeo.

In particolare, il giornalista tedesco afferma che le uniche forze che hanno un piano serio a riguardo sono Syriza (Grecia), Podemos (Spagna) e Die Linke (Germania), tutte formazioni che sostengono “più investimenti nel settore pubblico e la ristrutturazione del debito“. E, a suo avviso, chiunque faccia parte dell’Eurozona, al di là delle proprie convinzioni politiche, non avrebbe altra scelta in questo momento se non quella di affidarsi a questi partiti.

Anche gli elettori social-democratici dovrebbero prenderne atto, visto che le forze del Pse dicono di voler cambiare le politiche della Bce quando sono all’opposizione, ma una volta al governo non sanno mettere in campo strategie efficaci. François Hollande, per Münchau, è un esempio lampante del fallimento dei socialisti. Il Presidente francese, dopo essere stato eletto, ha perfino sposato il neoliberismo antikeynesiano, arrivando a sostenere che “che l’offerta crea la sua domanda“. Qualcosa di non dissimile da quanto proposto in Italia da Renzi.

Inoltre, i movimenti e i partiti anti-euro (Movimento 5 Stelle, Fronte Nazionale e Alternativa per la Germania) non avrebbero una proposta complessiva convincete e cavalcherebbero solo il radicalismo populista. Dunque, meglio rivolgersi alle formazioni di sinistra radicale, che vanno costruendo un’agenda più seria e articolata.

Secondo Münchau, Syriza, guidato da Alexis Tsipras e primo nei sondaggi, potrebbe vincere le elezioni politiche del 2015. Questa sarebbe un’opportunità per innescare un vento di cambiamento nel continente, anche alla luce del piano economico presentato in occasione delle scorse elezioni europee, di cui noi di Blogo vi abbiamo parlato diffusamente.

La vera svolta, però, potrebbe arrivare da Podemos, primo nei sondaggi in Spagna e nato dal movimento degli Indignados. A tale proposito, uno degli economisti della formazione iberica, Nacho Alvarez, ha recentemente illustrato una proposta molto interessante sull’euro. Preso atto dell’insostenibilità del debito, il trentasettenne professore di economia appoggia l’idea di una considerevole ristrutturazione: rinegoziazione degli interessi, allungamento delle scadenze e haircut del debito. La finalità di tali interventi non è quella di uscire dalla moneta unica, ma neppure di rimanervi a qualsiasi prezzo.

Per Münchau, però, quello che manca all’elaborazione di Podemos sono delle risposte concrete sul dopo ristrutturazione. In ogni caso, sarebbe opportuno che il partito fosse motore di cambiamento in Europa, non solo alleandosi con Syriza, “ma anche organizzandosi a livello di zona Euro“.

Infine, nell’editoriale viene espresso un giudizio durissimo sulle forze di centro-sinistra e centro-destra: “stanno permettendo la deriva dell’Europa verso l’equivalente economico di un inverno nucleare“.

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