Prescrizione, il ministro Orlando: “Presenteremo un ddl la prossima settimana”

Il Guardasigilli sull’onda delle polemiche della sentenza Eternit promette un disegno di legge la prossima settimana: si riforma la prescrizione?

In seguito alla clamorosa sentenza Eternit, con la Corte di Cassazione che ha assolto per avvenuta prescrizione Stephan Schmidheiny, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha annunciato la presentazione, la prossima settimana in Commissione Giustizia alla Camera, di un disegno di legge del governo che avrà, almeno nelle intenzioni, un iter celere.

Dal premier Renzi ai magistrati della procura e della Corte d’Appello di Torino, passando per partiti e associazioni, la levata di indignazioni per la sentenza di assoluzione per intervenuta prescrizione (il reato era il disastro ambientale, resta in piedi l’indagine per omicidio, che è stata chiusa di recente dal pm Guariniello) ha fatto scattare quella “corsia preferenziale” con un chiaro ordine di scuderia: le norme sulla prescrizione, regolate dalla cosiddetta legge ex Cirielli approvata nel 2005, vanno assolutamente cambiate.

Eppure, andando a guardare, le responsabilità per quello che oggi è definito “lo scempio” della prescrizione breve fu discusso nel merito anche dei processi in corso all’epoca: in Commissione giustizia, durante la discussione sulla prescrizione breve poi approvata nella legge ex-Cirielli, norme rinnegate dallo stesso politico che le ha dato il nome (ma non è la prima volta, leggasi legge elettorale Calderoli), si citò proprio il processo Eternit, paventando la possibilità che finisse tutto nel nulla della prescrizione breve. Si preferì votarla ugualmente, ma le responsabilità politiche (se proprio vogliamo andare a vedere) sono tutte in quella Commissione, dove la legge passò con voto bipartisan.

Il dannarsi oggi per mettere mano a quella che qualcuno (i Radicali, da circa 30 anni) definisce “amnistia per ricchi”, la prescrizione, il guardasigilli annuncia un ddl per la prossima settimana: dopo nove anni di promesse per mettere mano alla prescrizione ci vuole una settimana.

“Il Consiglio dei ministri ha già definito una nuova disciplina della prescrizione che la prossima settimana andrà in Parlamento. Faremo di tutto perché l’iter sia il più veloce possibile affinché il provvedimento sia approvato. […] vi è una riforma dei reati ambientali ferma in Parlamento: vogliamo si arrivi ad una rapida approvazione”.

ha dichiarato ieri Orlando al Tg1 (è stato anche ministro dell’Ambiente); come sottolinea il quotidiano del Lingotto LaStampa il provvedimento in questione era stato presentato dal presidente della commissione Giustizia Donatella Ferranti del Pd, ma sarà il governo a porre l’accelerata sull’iter di legge (che inevitabilmente sarà modificato). A dire il vero i disegni di legge fermi in Parlamento, alla Camera per la precisione, sono ben tre (ma nelle scorse legislature ne sono stati presentati a decine), mentre al Senato ne giacciono altri due per i delitti contro l’ambiente (processo Eternit-bis).

Insomma, tra il dire e il fare c’è di mezzo la reale volontà: si trova sempre, a destra e a sinistra, chi avvalla la tesi che tale istituto di legge vada mantenuto per necessità di “economia” nei processi civili e penali, che in questo modo seguono il diritto e non più la giustizia: i processi conclusi con sentenza di non luogo a procedere per prescrizione dei termini furono 56.486 nel 1996 ma arrivarono a 206.000 nel 2003, quadruplicando. Oggi vengono prescritti circa 400 processi ogni giorno, una follia giudiziaria che solo in Italia possiamo osservare: in qualche modo si decide di prescrivere il reato a garanzia dei carnefici e a totale discapito delle vittime e dello stato di diritto.

In tal senso la prescrizione non è la soluzione ai processi lunghi, ma ne è la causa: chi può permetterselo (tra parcelle e rinvii), porta avanti le cause per anni, decenni, fino ad ottenere il tanto agognato colpo di spugna.

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →