Si è chiuso in Scozia il processo per la morte del piccolo Peter: la madre aguzzina potrebbe tornare in libertà fra tre anni

Continua a far discutere, in Scozia e non solo, il processo per la morte del piccolo Peter, 17 mesi, ucciso a causa delle percosse subite dalla madre 27enne, dal suo nuovo compagno di 32 anni e da un amico di famiglia, Jason Owen, 37 anni.Il processo ai tre, accusati di aver causato o permesso la

Continua a far discutere, in Scozia e non solo, il processo per la morte del piccolo Peter, 17 mesi, ucciso a causa delle percosse subite dalla madre 27enne, dal suo nuovo compagno di 32 anni e da un amico di famiglia, Jason Owen, 37 anni.

Il processo ai tre, accusati di aver causato o permesso la morte del piccolo Peter, si è concluso qualche ora fa e, come era facile prevedere, non sono mancante le polemiche.

La 27enne madre della vittima è stata condannata a scontare almeno 5 anni di carcere prima di poter presentare richiesta per la libertà vigilata, mentre il suo compagno – accusato anche di aver violentato una bambina di due anni – è stato condannato a passare un minimo di 10 anni di carcere. Più lieve la condanna al terzo imputato, Owen, che sicuramente trascorrerà 3 anni dietro le sbarre.

Se si considera che la donna ha già trascorso quasi due anni in carcere – vi è entrata pochi giorni dopo la morte del piccolo, il 3 agosto 2007 – tra circa tre anni potrebbe già tornare il libertà ed è proprio questo il motivo per cui in molti, amici e conoscenti della famiglia, si sentono presi in giro da questa sentenza.

Questa cosa mi puzza. Tre anni non sono neanche lontanamente sufficienti visto il danno che quella donna ha provocato. Due dei carnefici di mio nipote saranno liberi nel periodo in cui Peter avrebbe dovuto essere uno scolaretto con tutta una vita davanti” è lo sfogo della nonna del piccolo Peter, che in questo momento, insieme al padre del bambino, si sta prendendo cura delle altre due figlie della 27enne condannata.

Via | Daily Record

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