Elezioni USA 2012: come si vota

Come votano negli Stati Uniti

di guido

La Costituzione degli Stati Uniti stabilisce che l’Election day si tenga il martedì dopo il primo lunedì di novembre, e per questo le elezioni americane si tengono sempre in un giorno compreso tra il 2 e l’8 novembre. Il Congresso ha il potere di modificare questa data, ma finora non è mai successo. Si vota negli anni pari: ogni quattro anni si vota per eleggere il Presidente, i due terzi del Senato più alcuni governatori, negli altri anni pari si svolgono le elezioni “midterms”, che cadono esattamente alla metà del mandato presidenziale e che servono per rinnovare la Camera dei Rappresentanti e la restante parte del Senato.

Il sistema elettorale americano prevede un meccanismo teoricamente indiretto: i cittadini non votano per il presidente ma per i Grandi Elettori di ciascuno stato, e saranno poi i Grandi Elettori a votare fisicamente per il candidato vincitore nel proprio stato. Da stato a stato può cambiare il sistema di voto e anche la scheda elettorale: nei due terzi degli stati la scheda presenta solo i nomi dei candidati alla presidenza e alla vicepresidenza; in 14 stati sulla scheda c’è anche il nome dei Grandi Elettori collegati ai ticket, mentre in uno stato ci sono solo i nomi dei Grandi Elettori.

Può cambiare anche la modalità di voto. Se in alcuni collegi è ancora in vigore il tradizionale sistema della scheda cartacea, negli ultimi anni stanno prendendo piede le macchine elettroniche volute dal Voting Technology Project. Macchine che oggi stanno entrando nell’uso comune, ma che al loro esordio hanno dato problemi e alimentato sospetti: nel 2000, la conta all’ultimo voto in Florida per stabilire il vincitore tra Bush e Gore ha coinvolto anche l’affidabilità delle macchine elettroniche.

Altra novità delle ultime tornate elettorali è quella dell’early voting, ovvero dell’apertura anticipata delle urne – via posta o in appositi seggi – per permettere il voto anche a coloro che non potrebbero partecipare all’election day. Anche in questo caso le modalità variano da stato a stato, e l’anticipo può andare da 4 a 50 giorni rispetto all’election day. Nel 1992 questa opzione era pensata solo per poche e circostanziate eccezioni, mentre nelle ultime tornate elettorali il voto in anticipo, per posta o di persona, sta prendendo piede.

Nel 2008 il 30,6% dei voti totali è stato depositato in anticipo, e quest’anno la cifra sarà sicuramente superata: a metà ottobre 800.000 americani avevano già votato, e adesso la percentuale si sarebbe attestata sopra il 35%. Nel 2008 l’early voting è stato, a detta di molti analisti, uno dei motivi del successo di Obama, e non c’è da meravigliarsi se lo staff del presidente si è adoperato perché quest’anno la procedura venisse non solo confermata ma anche allargata ad altri stati e per un tempo maggiore. Lo stesso Obama ha utilizzato questa pratica, ed è andato a votare a Chicago il 25 ottobre.

Foto |© Getty Images

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