Nsa: Senato americano boccia la riforma dei servizi segreti

Il Senato americano non approva la riforma dell’Nsa, l’ente Usa al centro dello scandalo Datagate. Ottenuti solo 58 voti sui 60 necessari.

Bocciata senza appello la riforma della National Security Agency, l’Nsa che è stata al centro dello scandalo del Datagate. Il Senato degli Stati Uniti ha votato contro l’U.S.A. Freedom Act, che prevedeva la fine della raccolta automatica di dati sulle chiamate telefoniche da parte dei cittadini americani.

Per avviare la discussione servivano 60 voti, ma non sono stati raggiunti per pochissimo. Hanno votato ‘contro’ in modo compatto i repubblicani. Alla fine, sono stati 58 i sì. Il ‘no’ rinvia al prossimo anno il dibattito sulla riforma. In particolare, è stato il Patriot Act a far impantanare la riforma. Si tratta della legge anti terrorismo, approvata d’urgenza dopo l’11 settembre del 2001, che estende i poteri d’intervento dell’intelligence e dell’autorità giudiziaria nella vita privata dei cittadini, autorizzando controlli a tutti i livelli.

Il leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, è stato chiarissimo nel suo intervento: “Questo è il momento peggiore possibile per legarsi le mani dietro la schiena”. I servizi segreti della Casa Bianca potranno dunque continuare a origliare a tutte le telefonate degli americani, che siano in odore di terrorismo o che stiano parlando del tempo che fa.

Non serviranno speciali autorizzazioni collegate a indagini sul terrorismo per ascoltare e registrare qualsiasi chiamata. In barba alla privacy. In ossequio alla massima che chiunque può star ordendo qualche piano segreto per danneggiare cittadini o interessi americani. Su suolo Usa o anche all’estero. Barack Obama, dopo la batosta delle elezioni del Midterm, incassa un altro schiaffo.

Il Datagate

Il Datagate è scoppiato dopo che Edward Snowden ha rivelato ai giornalisti che il governo americano raccoglieva dati dalle registrazioni delle telefonate private dei cittadini subito dopo l’11 settembre e l’attacco alle Torri Gemelle di New York. Snowden, ex dipendente dell’Nsa, da allora ha dovuto nascondersi e chiedere asilo politico all’estero.

Le intercettazioni, si è scoperto in un secondo momento, non riguardavano soltanto i cittadini americani, ma anche quelli residenti all’estero. E venivano registrate pure le conversazioni di leader politici europei, come Angela Merkel. Uno scandalo che ha travolto tutti. E che Obama sperava di tamponare con l’approvazione della riforma. Niente da fare. Almeno per ora.