Inghilterra – Autarchia ovale per l’RWC 2015

Porte chiuse ai giocatori inglesi che giocano all’estero. Questa la decisione presa dalla RFU, la Federazione inglese di rugby, per quel che riguarda le convocazioni in nazionale dopo i Mondiali 2011 in Nuova Zelanda. Un giro di vite deciso che guarda già avanti, al 2015, quando l’RWC sbarcherà proprio in Inghilterra. “L’attuale situazione vede un

Porte chiuse ai giocatori inglesi che giocano all’estero. Questa la decisione presa dalla RFU, la Federazione inglese di rugby, per quel che riguarda le convocazioni in nazionale dopo i Mondiali 2011 in Nuova Zelanda. Un giro di vite deciso che guarda già avanti, al 2015, quando l’RWC sbarcherà proprio in Inghilterra.

“L’attuale situazione vede un buon numero di giocatori d’elite che giocano in diverse squadre fuori dall’Inghilterra, in particolare in Francia, e tu potresti prendere in considerazione questa scelta professionale – si legge nella lettera aperta pubblicata dall’RFU e rivolta ai giocatori inglesi –. Se questo è il caso voglio farvi presente che crediamo sia meglio per noi se i giocatori delle nostre England Elite Player Squad (EPS) e England Qualified Players (EQPs) giochino in Inghilterra, in club inglesi”. Insomma, per venir selezionati per la nazionale maggiore o per quella riserve è consigliato vivamente di restare a casa.
“Questa scelta permette all’intera struttura d’Elite, dal management ai tecnici, così come allo staff medico e scientifico di lavorare meglio e più a stretto contatto con i giocatori, in modo da garantire il miglior lavoro possibile. Inoltre, siamo convinti di poter lavorare meglio con i club di Premiership e Championship, con i quali abbiamo già ottimi rapporti – prosegue il testo a firma di John Steele, chief executive dell’RFU –. Per questo vi confermo che è la nostra volontà, dalla fine dei Mondiali 2011 fino all’RWC 2015, di selezionare i giocatori d’Elite esclusivamente tra i giocatori dei club inglesi, salvo rarissime e motivate eccezioni”. Perché le questioni di principio sono importanti, ma le martellate negli zebedei sono da idioti.
“Ci tengo a sottolineare che questo non è un cambiamento nella nostra politica di selezione e i giocatori sono sempre liberi di scegliere di giocare all’estero se lo vogliono. Ma devi capire che è nostra intenzione selezionare giocatori “espatriati” solo in circostanze eccezionale – conclude Steele, che chiosa –. Quindi sta a te e al tuo agente capire se vuoi correre questo rischio”. Alla faccia del libero arbitrio.

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