Stefano Bonaccini, Elezioni Emilia Romagna 2014, Pd-Sel

Stefano Bonaccini, Elezioni Regionali Emilia Romagna 2014. Ecco chi è il candidato di Partito Democratico e Sel.

Elezioni Regionali Emilia Romagna 2014Stefano Bonaccini è il candidato del Partito Democratico e di Sel dopo aver vinto le primarie di coalizione che si sono tenute il 28 settembre. Primarie che hanno registrato una bassissima affluenza, segno che forse lo strumento non è sempre adatto a tutte le competizioni (tema su cui il partito sta ampiamente discutendo). Nonostante questo, stando ai sondaggi sulle elezioni regionali, Stefano Bonaccini non sembra avere rivali, venendo accreditato addirittura di un 50% abbondante di preferenze.

Ma chi è Stefano Bonaccini? Classe 1967, nato a Modena, sposato e padre di due figli, da sempre in politica. Nel 1990 è stato nominato assessore alle Politiche giovanili, alla cultura, allo sport e al tempo libero nel comune di Campogalliano. Dal 1993 al 1995 ha ricoperto la carica di segretario provinciale della Sinistra giovanile, poi nel ‘95 è stato eletto segretario del PDS della città di Modena. Dal 1999 al 2006 è stato assessore al Comune di Modena con delega ai lavori pubblici, al patrimonio ed al centro storico. Dal 2005 è stato coordinatore della scuola di formazione politica PensarEuropeo. Nel 2007 è stato eletto segretario provinciale del PD modenese. Alle amministrative del 2009, è stato eletto consigliere comunale a Modena, carica che ha ricoperto fino a giugno 2010, dopo esser stato eletto consigliere regionale dell’Emilia-Romagna.

Nel 2009 diventa segretario del Pd dell’Emilia-Romagna, ma si occupa del partito anche a livello nazionale, avendo fatto parte della segreteria nazionale ed essendo stato coordinatore della campagna nazionale delle primarie 2013, in cui Matteo Renzi è stato eletto segretario del Pd. Il suo programma dettagliato si può trovare qui, ma la priorità viene data al tema lavoro:

Lavoro, lavoro, lavoro: è questa la priorità della nuova Regione. Tornare alla piena occupazione, con supporto concreto e incentivi alle imprese che investono, sui giovani in particolare, per dare una risposta concreta ai 112 mila ragazzi che oggi non studiano e non lavorano. Vogliamo creare nuova e buona occupazione perché lavoro significa dignità della persona, libertà, piena realizzazione e riconoscimento di talenti, passioni e capacità.

E però queste elezioni regionali sono inevitabilmente macchiate dalle inchieste che hanno portato alle dimissioni di Vasco Errani e anche da quelle relative alle spese pazze in regione. Tema che affronta in un’intervista a Repubblica:

“Sebbene siano fatti del 2010 e del 2011, io non ci vedo alcun complotto, anche se capisco che rimangono dieci giorni di campagna elettorale nei quali rischiamo di discutere di questo e non dei temi per dare un governo all’Emilia Romagna. Io però non ci vedo nessun disegno, l’ho sempre detto, anche quando riguardava me. La magistratura ha il dovere di accertare quello che ritiene, e io ho fiducia nei magistrati. Mi auguro che si possa fare in fretta per permettere alle persone coinvolte di dimostrare la propria estraneità. Certo, questo rischia di offuscare le tante cose buone che abbiamo fatto”.

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