Verso la Terza Intifada? Cinque morti a Gerusalemme per attacco di Hamas

Due uomini hanno dato l’assalto alla sinagoga nel sobborgo di Har Nof con asce e pistole. Hamas rivendica.

di andreas

23.28 – Secondo quanto riportano diversi media americani e israeliani uno dei poliziotti rimasti feriti nell’attacco alla Sinagoga di Gerusalemme sarebbe morto per le ferite riportate. Con lui salgono a 5 le vittime dell’attentato.

21.32 – Il Presidente israeliano Benyamin Netanyahu parland,o a Gerusalemme dopo l’attentato palestinese di oggi che ha provocato sei morti, ha detto esplicitamente che Israele, e la città santa in particolare, sono in questo momento sotto attacco terroristico.

Intanto si sono registrati scontri a Jabel Mukaber, il sobborgo di Gerusalemme Est da dove provenivano i due cugini palestinesi: al lancio di pietre da parte palestinese le forze di sicurezza israeliane hanno risposto con la forza, arrestando 9 persone.

Intanto Israele raccoglie il cordoglio di mezzo mondo: anche John Kerry oggi ha telefonato a Benjamin Netanyahu per comunicare il dolore del governo americano per l’attentato alla sinagoga.

14.09 – Sono state rese note le nazionalità dei quattro morti in seguito all’attentato alla sinagoga di Gerusalemme: Moshe Twersky, 59 anni, Arieh Kupinsky, 43 anni, Kalman Levi, 55 anni (tutti e tre con cittadinanza doppia israeliana e americana) e Avraham Goldberg, 68 anni (cittadino israeliano e del Regno Unito). fine aggiornamento

Si fa sempre più incandescente la situazione tra Israele e Palestina, ed è la città santa di Gerusalemme che continua a venire presa di mira. Oggi è la volta di una sinagoga nel sobborgo di Har Nof, attaccata da due uomini armati di pistole, asce e coltelli. Entrati nel luogo di preghiera, hanno dato l’assalto uccidendo quattro persone e ferendone 9, di cui cinque sarebbero gravi (ma le fonti non sono precise su questo punto). I due attentatori hanno avuto una breve sparatoria con la polizia, al termine della quale sono stati uccisi.

“Attentato terroristico”, ha detto fin da subito l’esercito, aumentando i timori che si stia davvero rapidamente scivolando verso una terza intifada. Secondo quanto riportato da un fedele i due uomini sarebbero entrati a volto scoperto nella sinagoga urlando “Allah Akbar”. C’erano quindi pochi dubbi, sulla matrice dell’attentato, dubbi poi definitivamente sciolti dalla rivendicazione di Hamas, che ha spiegato come l’attacco sia una risposta alla tensione sulla Spianata delle Moschee e all’uccisione – un suicidio secondo la polizia israeliana – dell’autista di autobus palestinese di una ditta israeliana, trovato impiccato. “È nostro diritto vendicare il sangue dei nostri martiri”, ha detto Hamas.

Non si è fatta attendere, ovviamente, la risposta di Netanyahu, che ha accusato anche Abu Mazen dell’attentato, che sarebbe “conseguenza diretta del loro incitamento, un incitamento che la comunità internazionale ha irresponsabilmente ignorato. Reagiremo duramente alla crudele uccisione di ebrei che si erano recati a pregare, da parte di biechi assassini”.

La situazione tra Israele e Palestina continua quindi a deteriorarsi: sono settimane che a Gerusalemme la tensione è continua, dopo che il leader del braccio armato di Al Fatah (che si trova in prigione da tempo) ha invocato una terza intifada che ricalchi le orme di quanto fatto dai palestinesi nel 1987 e nel 2000. Una tensione che Israele non ha certo aiutato a placare decidendo di dare il via a mille nuovi insediamenti di coloni in Cisgiordania, decisione che ha provocato nuovi scontri e che aveva portato anche alla delicatissima decisione di chiudere temporaneamente la spianata delle moschee.