Pedopornografia sul web, molte vittime non vengono identificate

Una notizia davvero pessima: purtroppo, come segnala il Corriere, la pedopornografia è un settore che non conosce crisi. Il volume d’affari aumenta, aumentano i clienti pedofili e soprattutto cresce il numero dei bambini vittime di sfruttamento sessuale.Il rapporto mensile diffuso dall’Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno ha evidenziato come meno dell’1% delle vittime sia stato identificato

Una notizia davvero pessima: purtroppo, come segnala il Corriere, la pedopornografia è un settore che non conosce crisi. Il volume d’affari aumenta, aumentano i clienti pedofili e soprattutto cresce il numero dei bambini vittime di sfruttamento sessuale.

Il rapporto mensile diffuso dall’Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno ha evidenziato come meno dell’1% delle vittime sia stato identificato – e quindi salvato. Sembra proprio che le soluzioni adottate per contrastare questo fenomeno non siano efficaci.

Il presidente di Telefono Arcobaleno Giovanni Arena ha spiegato che:

“Lo sfruttamento sessuale dei bambini nell’ambito della pedopornografia è stato erroneamente considerato per troppo tempo alla stregua di un crimine informatico piuttosto che, come dovrebbe essere, una vera e propria forma di riduzione in schiavitù , con la conseguente scarsa attenzione all’identificazione delle vittime, alla loro cura, al sostegno e al reinserimento sociale”

I clienti che alimentano questo tipo di mercato sono per lo più europei. L’Italia è al quinto posto al mondo per consumo di pedopornografia (4,7%), preceduta da USA (23%), Germania (18,6%), Russia (5,7%) e Regno Unito (5,7%).

Il paese con il maggior numero di provider che ospitano siti pedopornografici è la Germania (1.079), seguito da Usa (614), Olanda (467), Russia (240), Thailandia (53).