Sei Nazioni – Flaminio sì, Flaminio no… la terra dei cachi

Sono terminati i test match autunnali, la Fir annuncia il quasi sold out per l’esordio azzurro del Sei Nazioni 2011 con l’Irlanda e, puntuale, torna il tormentone Flaminio. Come riportano ieri Il Gazzettino e Tuttosport, infatti, la ristrutturazione dello stadio romano è ancora in alto mare e l’ultimatum del Board è sempre più stringente: o

Sono terminati i test match autunnali, la Fir annuncia il quasi sold out per l’esordio azzurro del Sei Nazioni 2011 con l’Irlanda e, puntuale, torna il tormentone Flaminio. Come riportano ieri Il Gazzettino e Tuttosport, infatti, la ristrutturazione dello stadio romano è ancora in alto mare e l’ultimatum del Board è sempre più stringente: o vi sarà uno stadio adeguato, da 35/40.000 posti, entro fine 2012 o saranno guai.

Se l’ampliamento e la ristrutturazione (in particolare dell’area hospitality) non sarà completata entro la fine del 2012, infatti, il board del Six Nations valuterà sanzioni per l’Italia, che potrebbero andare da una salata multa fino, addirittura, all’esclusione dal torneo.
Insomma, i parolai italici non ammaliano all’estero e, ora, è il momento di fare qualcosa di concreto. Fir, Coni e Comune di Roma devono dimostrare la volontà reale di dotare la Capitale di uno stadio degno di questo nome e di un torneo come il Sei Nazioni. Altrimenti, o addio Roma o addio Italia.