Statali, Madia: “Nel 2015 niente risorse”. Cgil: “Nessuna apertura”

Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha spiegato che per il 2015 non ci sono risorse per i rinnovi dei contratti degli statali.

Questa sera il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha accolto a Palazzo Chigi i leader dei sindacati confederati per discutere, o meglio, per illustrare la riforma a cui sta lavorando. La sua controparte non è rimasta per niente soddisfatta delle risposte ottenute.

In particolare quello che interessa ai sindacati è lo sblocco dei contratti degli statali che sono fermi dai sei anni, un argomento che è stato ampiamente messo al centro dell’attenzione anche durante la recente mobilitazione dell’8 novembre. Tuttavia il ministro non ha fatto altro che ripetere quello che afferma da mesi e cioè che anche se la riapertura del contratto è nell’agenda del governo, per il 2015 non sono previste in bilancio risorse per i rinnovi contrattuali, perciò se ne riparlerà nel 2016.

Madia ha spiegato che il governo ha preferito investire le risorse diversamente, ossia indirizzandole verso chi stava peggio e in ogni caso ha sottolineato che il bonus di 80 euro andrà a un lavoratore pubblico su quattro.

Il ministro ha illustrato su che cosa verterà l’azione del governo nel campo della Pubblica Amministrazione e i punti fondamentali sono i seguenti:

    – la garanzia che nessuno perderà il posto per effetto della riorganizzazione
    – l’assunzione dei vincitori di concorso e dei precari della scuola
    – servizi efficienti ai cittadini garantiti in modo più semplice
    – lotta alla corruzione
    – tecnologie digitali per rafforzare la democrazia
    – semplificazione dei procedimenti amministrativi (silenzio assenso, conferenza dei servizi, autotutela, riforma della dirigenza pubblica)

I sindacati, come detto, non sono usciti con il sorriso dall’incontro di stasera. Il segretario della Cgil Susanna Camusso ha detto:

“Non abbiamo ricevuto nessuna risposta all’altezza della manifestazione unitaria dell’8 novembre. Non c’è stata nessuna apertura più che mai sul rinnovo dei contratti né alcuna rassicurazione su quello che si profila un nuovo fronte occupazionale come le Province. Non siamo in grado di dire che alcuno dei contratti può essere sicuro di essere rinnovato”

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