Modena, operazione Camici Sporchi: 9 cardiologi arrestati per associazione a delinquere

E’ in corso dalle prime ore della mattinata una maxi operazione dei carabinieri del Nas di Parma finalizzata all’arresto di 9 medici cardiologi che hanno svolto la propria attività presso il reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena, tutti accusati a vario titolo di associazione per delinquere, peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai

E’ in corso dalle prime ore della mattinata una maxi operazione dei carabinieri del Nas di Parma finalizzata all’arresto di 9 medici cardiologi che hanno svolto la propria attività presso il reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena, tutti accusati a vario titolo di associazione per delinquere, peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale e sperimentazioni cliniche senza autorizzazione.

L’operazione, denominata Camici Sporchi, segue un importante lavoro di indagine che ha già portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 67 persone e 12 aziende (sei delle quali straniere) produttrici di attrezzature sanitarie per le quali è stato anche disposto il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.

Dei nove cardiologi arrestati, soltanto uno è finito in carcere. Si tratta di Giuseppe Sangiorni, emodinamista allontanato dal Policlinico nel 2011. Per gli altri sono stati disposti gli arresti domiciliari in varie regioni d’Italia. Tra questi, lo comunica l’azienda sanitaria modenese, soltanto uno era ancora in servizio presso la struttura, che non ha subito alcun rallentamento e funziona tuttora a pieno regime.

L’indagine, è emerso nella conferenza stampa tenuta in mattinata al comando dei carabinieri di Modena, ha portato all’individuazione di sperimentazioni cliniche sull’uomo eseguite senza alcuna autorizzazione con l’utilizzo abusivo di attrezzature sanitarie non autorizzate, acquistate con fondi destinati al servizio sanitario pubblico. Questi i nomi dei medici coinvolti, così come riportati dalla Gazzetta Di Modena:

Maria Grazia Modena, all’epoca dei fatti medico responsabile della struttura complessa di Cardiologia del Policlinico di Modena.
Vincenzo Luigi Politi, 34 anni, medico in servizio presso il reparto di Cardiologia.
Alessandro Aprile, 37 anni, all’epoca dei fatti in servizio al Policlinico, ma oggi in servizio a Pieve di Coriano (Mantova).
Simona Lambertini, 38 anni, residente a Modena, in quel momento “clinical research coordinator”. Assegnista di ricerca.
Giuseppe Biondi Zoccai, 38 anni, domicliato a Roma, all’epoca dei fatti medico presso il reparto di Cardiologia e ora in servizio al policlinico “Umberto I” di Roma, sede distaccata di Latina.
Fabrizio Clementi: 41enne di Roma, medico in servizio presso il reparto cardiologia di Tor Vergata.
Alessandro Mauriello, 54 anni, residente a Roma, professore associato di anatomia patologica, nonchè medico presso il reparto di anatomia patologica al Policlinico Tor Vergata di Roma.
Andrea Amato, 36 anni, domiciliato a Brembo di Sopra (Bergamo), all’epoca dei fatti medico frequentatore di master a Cardiologia di Modena, attualmente in servizio nel reparto di Cardiologia del policlinico “San Marco” di Istituti Ospedalieri Bergamaschi.

I militari hanno già confiscato beni del valore complessivo di 1 milione di euro, ma le indagini non sono ancora concluse. In particolare i Nas si stanno concentrando su due morti sospette all’interno della struttura, particolare che potrebbe far mutare i capi di imputazione emersi finora.

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