Alluvione, Boldrini: «Attenzione a cambiamento climatico. Stop sfruttamento territorio»

La Presidente della Camera esprime solidarietà alle popolazioni colpite dal maltempo e rileva come la messa in sicurezza del territorio e il cambiamento climatico siano questioni politiche.

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L’alluvione, anzi, le alluvioni diventano un caso politico. E se da un lato Matteo Renzi ne approfitta per tornare a spingere sull’acceleratore della rottamazione – adesso la colpa sarebbe delle politiche regionali, come se lo stato non avesse responsabilità alcuna sui piani di messa in sicurezza del territorio –, Laura Boldrini, Presidente della Camera, esprime la propria solidarietà alle popolazioni colpite dalla nuova ondata di maltempo.

Il tweet apparso poco fa sul profilo ufficiale di Boldrini rimanda a una pagina del sito della Camera, con il comunicato stampa che riporta la dichiarazione integrale, più complessa dei 140 caratteri consentiti da Twitter.

«Esprimo la massima vicinanza mia e di tutta la Camera dei deputati alle popolazioni che, soprattutto nell’Italia settentrionale, stanno fronteggiando le devastazioni provocate dalla nuova, pesantissima ondata di maltempo, e ringrazio quanti, con generosità, si stanno prodigando nei soccorsi. Ma le immagini di distruzione e le voci di chi ancora una volta si trova a spalare fango devono indurre finalmente la politica e le istituzioni a rivedere le priorità da porre al centro dell’iniziativa pubblica. Quando su un territorio si abbattono in due settimane le piogge che solitamente cadono in un anno, è impossibile e colpevole non vedere che il cambiamento climatico, e le cause che lo hanno determinato, devono entrare a pieno titolo nell’agenda politica nazionale e locale, come avviene in altri paesi industrializzati. Nei prossimi giorni ricorderemo a Montecitorio le vittime delle più recenti alluvioni, come stiamo purtroppo facendo con frequenza crescente dall’inizio della legislatura. Ma se vogliamo che le nostre commemorazioni non suonino vuote, ad esse deve accompagnarsi stavolta un chiaro impegno di tutte le forze politiche per porre fine allo sfruttamento dissennato del territorio, per avviare seri interventi di riassetto e per adottare un modello di sviluppo e crescita che siano finalmente ecosostenibili. Mettere in sicurezza il territorio può rappresentare anche un importante volano per la ripresa economica e occupazionale del nostro Paese».

Il punto è politico, è evidente che lo sia, e che non basti attaccare il pregresso secondo una retorica ampiamente consolidata in Italia.

La messa in sicurezza del territorio va considerata una grande opera e ad essa va data la priorità, a scapito di faraoniche grandi opere che non fanno che aggravare i fattori di rischio, anziché contrastarli. Inserirla nell’agenda politica è senz’altro una priorità lungimirante che guarda realmente al futuro, al netto di qualsiasi slogan.

C’è da augurarsi che l’annuncite del governo non si limiti a un altro bel sito con hashtag annessa (ci riferiamo a italiasicura), e che le parole di Boldrini possano trovare eco nei fatti di un’attività di governo che a questo punto deve assolutamente prendere decisioni drastiche sul tema. Anche perché da queste parti sono concetti che esprimiamo da tempo e ogni anno, purtroppo, con il sopraggiungere della stagione delle piogge, ci ritroviamo a scrivere, tragicamente, le stesse cose.