Scoperta dell’America: per Erdogan fu opera di navigatori musulmani nel XII secolo

A scoprire l’America non fu Colombo, secondo il presidente turco Erdogan, che retrodata l’impresa di tre secoli.

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Una moschea a Cuba, citata pure da Cristoforo Colombo: sarebbe questa la prova che a scoprire le Americhe non fu la spedizione del navigatore genovese al soldo dei reali di Spagna, bensì un convoglio di marinai musulmani. Non è un nuovo studio apparso su una rivista storica, ma l’affermazione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ieri ha provato il colpo ad effetto al Summit dei leader musulmani dell’America Latina.

Svoltosi a Istanbul, l’incontro radunava per la prima volta i rappresentanti dell’Islam di Centro e Sud America. Erdogan non perde mai occasione per affermare la leadership turca (e sua personale, va ricordato) in consessi dove l’islam è il denominatore comune e la boutade sulla scoperta dell’America rientra in questa strategia.

Senza portare prove scientifiche né storiche particolarmente convincenti, Erdogan ha citato una memoria di Cristoforo Colombo che affermò di aver scorto, su un promontorio della costa di Cuba, una “forma di moschea”: se il luogo di culto fosse mai esistito, sarebbe stato costruito da un gruppo di esploratori musulmani (Turchi? Arabi? Non si sa) arrivati nei Caraibi nel 1178. Assai probabilmente una moschea in quel punto non c’è mai stata, ma la frase ambigua del navigatore genovese è bastata per lanciare la teoria “revisionista”.

Si tratta naturalmente di un gesto politico, seguito subito dalla proposta, ben più concreta, di costruzione di una moschea proprio su qual tratto di costa cubana. Il tutto a spese della Turchia, ha detto Erdogan. Peccato che a Cuba i musulmani siano un millesimo della popolazione e che tutte le religioni, dopo quasi mezzo secolo di ateismo di stato, non siano al primo posto dell’agenda politica, né dei pensieri dei cubani.