All Blacks – Hansen e McCaw placcano al collo Deans, Ferris e le polemiche sugli arbitri

Che gli All Blacks non aspettassero troppo a ribattere alle pesanti critiche mosse da Robbie Deans non avevamo dubbi. Ma stavolta le felci d’argento sembrano davvero averne le tasche piene. Quando alle proteste del Wallaby si è aggiunta anche la voce del flanker irlandese Stephen Ferris, la pronta e spinosa risposta neozelandese non è tardata

Che gli All Blacks non aspettassero troppo a ribattere alle pesanti critiche mosse da Robbie Deans non avevamo dubbi. Ma stavolta le felci d’argento sembrano davvero averne le tasche piene. Quando alle proteste del Wallaby si è aggiunta anche la voce del flanker irlandese Stephen Ferris, la pronta e spinosa risposta neozelandese non è tardata ad arrivare, per mezzo dell’assistant coach Hansen e del capitano McCaw. A parlarcene è Stefania Mattana.

Stavolta sono volate parole pesanti, infuocando ancora di più il rapporto non proprio idilliaco tra australiani e neozelandesi.
Durante il suo atto di accusa, Ferris ha snocciolato una serie di scorrettezze neozelandesi accadute durante la partita di sabato scorso, infrazioni non fischiate dall’arbitro sudafricano Marius Jonker. Inoltre, ha ribadito l'”intoccabilità” di McCaw, al quale ripetutamente sarebbe potuto spettare un cartellino giallo che di fatto non è mai arrivato. A proposito, Ferris ha mandato un messaggio al suo connazionale Alan Lewis, che dirigerà il match con il Galles, raccomandandolo di usare il cartellino giallo quando il possesso ovale gallese viene ostruito, in particolar modo da McCaw.
Davanti agli appelli del flanker irlandese, Hansen non ci ha visto più, rispondendo alle accuse a muso duro: “Questa questione sta iniziando a diventare un po’ troppo noiosa – ha dichiarato –. Richie è il più forte numero 7 del mondo, e probabilmente conosce le regole meglio di chiunque arbitro”.
E ovviamente ha colto la palla al balzo per dire la sua riguardo le esternazioni di Deans, non andandoci proprio leggero: “È ridicolo. Rob è ovviamente un po’ sotto pressione; è come se ripiegasse sul parlar male della Nuova Zelanda, quando è evidente che ha problemi a casa sua. Cerca di distogliere l’attenzione da sé e dalla sua squadra, e quindi se la prende con noi”.
Richie McCaw, invece, è stato più diplomatico. Con un sorriso beffardo sulla bocca, ha laconicamente dichiarato che “è la pressione che gli provoca questo effetto. Penso che tutti abbiate visto, in questi anni, che quello che critica Deans è una parte del gioco su cui abbiamo lavorato parecchio”. Il capitano neozelandese ha poi voluto chiudere la faccenda con una dichiarazione ambigua: “Fai in campo quello che ti permettono di fare”.
Chiara consapevolezza dei fatti o necessità di un bagno di umiltà?

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