Renzi, nuovo patto di maggioranza scritto … sull’acqua?

Il premier Matteo Renzi cerca di guadagnare tempo ma sa bene che la maggioranza del suo governo è una gruviera e che il nuovo patto per arrivare al 2018 è scritto sull’acqua.

A proposito di acqua, l’articolo odierno di Galli Dalla Loggia sul Corriere raffigura un Paese “che cade a pezzi”, alla deriva, senza futuro, soprattutto per la latitanza dello Stato e della politica.

Di fronte a questo quadro “realista” sullo stato dell’Italia si contrappone un governo che promette e non fa (o non può fare), un parlamento perditempo di nominati, una politica avvitata su se stessa, mille caste a tenere il proprio “osso” fra i denti.

Ora, Renzi che blinda la maggioranza per un Patto di governo fino al 2018 (con l’Italicum in aula entro l’anno, con la soglia di sbarramento al 3% ecc.) che rapporto ha, nei fatti, con la vita quotidiana degli italiani dentro un Paese “a pezzi” che è quello descritto da Galli Dalla Loggia?

Dove è il nuovo senso di marcia per fare “cambiare verso” all’Italia? “Dov’è finita la promessa per l’attenzione alle vere priorità per affrontare la crisi, la disoccupazione, la recessione, la riduzione del debito pubblico, le riforme vere?

La sensazione è che a Renzi (così come a Berlusconi), in primis, stia a cuore realizzare solo ciò che serve al suo disegno egemonico. Al di là del nuovo patto di maggioranza, anzi forse proprio per questo patto “paravento”, il disegno di Renzi di puntare alle elezioni anticipate non cambia.

E’ vero, è il capo dello Stato a sciogliere il parlamento ma, come dice l’ex Pci Lanfranco Turci: “Se Renzi decidesse di fare saltare il tavolo, verosimilmente alle elezioni si andrebbe comunque. Difficile che Napolitano possa dare l’incarico di presidente del Consiglio a qualcun altro, petrchè il controllo di Renzi sul Pd è talmente forte che non ci sarebbe un partito disponibile per creare una maggioranza”. E’ proprio così, con le dimissioni di Napolitano già pronte i giochi sono aperti, tant’è che Massimo D’Alema, gran tessitore di ribaltoni, avverte: “La pazienza della minoranza del Pd sta per finire”. E sul dopo Napolitano: “Il Quirinale non si decide con il patto del Nazareno”.

Che ne pensa il “socio” di Renzi, Silvio Berlusconi?