Regione Emilia Romagna, spese pazze: 41 avvisi di fine indagine

Nell’indagine sono coinvolti tutti i gruppi del Consiglio Regionale.

Il 23 novembre si vota per le regionali in Emilia-Romagna, ma a meno di due settimane dalla chiamata alle urne scoppia una vera e propria bufera che coinvolge tutti i gruppi del Consiglio Regionale.

Oggi, infatti, sono stati notificati 41 avvisi di fine indagine in relazione a un’inchiesta della Procura di Bologna sulle “spese pazze” in Regione. A lavoro ci sono i magistrati Morena Plazzi e Antonella Scandellari con il visto del procuratore aggiunto Valter Giovannini che hanno consegnato alla Guardia di Finanza gli avvisi distribuiti ai consiglieri di tutti i gruppi dell’assemblea legislativa. I primi a riceverli sono stati i capigruppo che, oltre a essere accusati di peculato per le spese in proprio, sono anche accusati di omesso controllo dei rimborsi dei consiglieri del loro gruppo e a loro viene dunque contestata l’intera cifra che il tutto il gruppo avrebbe utilizzato per spese che non sono ritenute pertinenti con l’attività di consigliere regionale.

Gli avvisi notificati oggi sono frutto di un lavoro che va avanti da più di due anni e che riguarda il periodo compreso tra giugno del 2010 e dicembre 2011. Infatti già a ottobre del 2013 risultavano indagati i nove capigruppo. Specifichiamo che a essere raggiunti dagli avvisi di fine indagine sono stati proprio tutti i capi dei gruppi del Consiglio Regionale e l’unico escluso è Mauro Manfredini, presidente del gruppo della Lega Nord, ma solo perché è morto lo scorso 10 ottobre.

Ricordiamo inoltre che alla fine di settembre di quest’anno era stata stracciata e chiesta l’archiviazione per la posizione di Stefano Bonaccini, candidato del centrosinistra alle elezioni regionali.

Foto © Regione Emilia Romagna