Renzi, Berlusconi, Grillo: politica o solo “gioco di società” sulla pelle degli italiani?

Da gran giocatore “spaccaregole”, Matteo Renzi trasforma la logica andreottiana dei “due forni” a proprio uso e costume, ammiccando a Grillo perché Berlusconi intenda. E’ la politica, bellezza! Eh no, non è la politica, ma semplicemente un gioco di … società tutto incentrato sui “bussolotti”, cioè sulle pedine del potere.

All’epoca, Andreotti – ritenuto oltremodo spregiudicato – con la politica dei “due forni” cercava di condizionare il Pci (massimalista ma anche realista) con il Psi (riformista ma anche poltronista) e il Psi con il Pci – i due grandi partiti della sinistra italiana – sulle grandi questioni del Paese e la battaglia (durissima e senza esclusione di colpi) sui nomi era la conseguenza della battaglia sui contenuti, sui progetti, sulle riforme.

Era, al netto dei tatticismi, una politica legata ad interessi di “classe” ma non priva di forte realismo e di spessore culturale e di dignità. E’ anche oggi così o tutto il “gioco” di Palazzo verte sui nomi, cioè sulla spartizione della torta, con i contenuti lasciati ai margini se non proprio inesistenti?

Scrive Piero Sansonetti sul Garantista: “Ora è un po’ diverso. Renzi e i grillini trattano quasi esclusivamente sui nomi. Chi farà il Presidente, chi il giudice Costituzionale, chi andrà al Csm, magari anche alla Rai. Viviamo nella schizofrenia di uno scontro politico, furente – perché è l’unico che ha coinvolto forze reali, e cioè il popolo, e cioè i sindacati – su questioni come il jobs act e la legge finanziaria, che convive allegramente con la possibilità di un accordo tra Renzi e Grillo, che elimini Berlusconi dall’agone e – perciò stesso – assuma il valore di una svolta a sinistra. Un tempo la politica era scontro di idee e di interessi. Collegato allo scontro di potere, ma che non si esauriva nello scontro di potere”.

In questo quadro, cosa resta, oggi, alla politica? Sansonetti non ha dubbi: “ Resta il gioco del potere. E il gioco del potere, non più collegato a grandi idee o interessi, è semplicemente un gioco di società. Renzi in questo gioco è il più bravo. Magari non sarà un grande un uomo politico, ma è un formidabile giocatore”.

Ecco. Adesso, con la prossima uscita di scena di Giorgio Napolitano e la guerra fra Renzi-Berlusconi-Grillo per il nuovo inquilino del Colle, il gioco potrebbe rompere il giocattolo chiamato Italia.

Con la gravissima crisi economica, con le proteste di piazza, con un governo di “dilettanti allo sbaraglio” (Camusso), con i cittadini delusi e pronti ad allargare il fronte dell’astensionismo, con la prossima uscita di scena di Napolitano (collante e sintesi) come si fa ad essere ottimisti e a vedere il bicchiere mezzo pieno?