Libia, Corte Suprema scioglie il Parlamento. Gentiloni: “Notizia non incoraggiante”

Le elezioni libiche dello scorso 25 giugno sono state annullate dalla Corte Suprema. Ora il governo ritenuto “legittimo” dalla comunità internazionale è a rischio incostituzionalità. Gentiloni esprime preoccupazione

Aggiornamento h.19.00 Il Congresso nazionale generale -il parlamento libico con sede a Tripoli – ha annunciato di accogliere la decisione della Corte suprema di sciogliere la Camera dei Rappresentanti di Tobruk e di assumere le funzioni di nuovo parlamento. Lo ha detto il vicepresidente del Congresso, Saleh al Makhzoum (Via Ansa)

La Corte Suprema libica ha dichiarato incostituzionali le elezioni dello scorso giugno, sciogliendo così il parlamento di Tobruk riconosciuto dalla comunità internazionale. A riportare la notizia è stata l’agenzia Lana questa mattina. Il provvedimento dell’organo posto al vertice del potere giudiziario, ovviamente, compromette anche la piena legittimità del governo presieduto da Abdullah al-Thani.

Il pronunciamento della Corte sulla vicenda elettorale era stato sollecitato da un parlamentare islamista e il verdetto è stato accolto con grande soddisfazione Omar al Hassi. A tale riguardo, il leader del governo di Tripoli, considerato illegittimo, ancora ieri aveva aveva espresso al quotidiano Quryna il suo netto rifiuto ad accettare la costituzionalità del parlamento di Tobruk. Secondo il presidente, appoggiato dalla Fratellanza Musulmana e dalle varie milizie jihadiste, Abdullah al-Thani avrebbe sostenuto il piano golpista Khalifa Haftar e avrebbe permesso ai caccia stranieri di bombardare Tripoli.

Al Hassi non gode del favore dei paesi occidentali, visto la sua vicinanza alle milizie ribelli, assolutamente determinate a non farsi togliere il controllo di molti giacimenti petroliferi e ideologicamente e politicamente legate all’Is (è solo di qualche giorno fa la notizia del riconoscimento al Baghdadi come capo del Califfato di Derna). Tuttavia non si può negare che le questioni poste dal politico libico non abbiano un loro fondamento.

A tale proposito, ricordiamo che Khalifa Haftar, ex uomo di fiducia del colonnello Mu’ammar Gheddafi, intentò un golpe nel paese nel 2014. Poi si è messo a capo delle truppe filogovernative ed ha appoggiato Abdullah al-Thani. E’ stato proprio grazie al suo intervento militare che Bengasi, strappata alle milizie islamiste di Ansar al Sharia e Brigata 17 febbraio, è tornata parzialmente sotto il controllo del governo legittimo. Inoltre, bisogna sottolineare che le ingerenze militari estere non sono una favola inventata da al Hassi.

Se è vero che il Qatar ha forse finanziato i jihadisti, mentre l’Arabia Saudita forniva denaro al governo legittimo, l’Egitto è andato anche oltre. Più volte sono state denunciate, da varie testate internazionali, incursioni dell’aeronautica de Il Cairo sulla Libia, anche se il Presidente Abdel Fattah al-Sisi ha sempre negato. C’è poi il sospetto che a partecipare ai bombardamenti ci siano stati anche gli Emirati Arabi.

Il nostro ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che la decisione della “Corte Suprema non è incoraggiante“. Per il titolare della Farnesina, inoltre, bisogna continuare a lavorare con l’inviato Onu per rilanciare un negoziato. Tuttavia, a caldo, non possiamo non ravvisare che non prevediamo grandi passi in avanti se il nostro ministro pensa di rimanere fermo alla dichiarazione bilaterale per il cessate il fuoco (avanzata da Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti).

L’occidente, dopo la guerra Nato, ha perso credibilità in Libia. Inoltre, non è riuscito a porsi come attore super partes nel conflitto. Mentre Usa e alleati hanno sempre dichiarato di voler ristabilire condizioni per un dialogo tra le parti, hanno in realtà “lasciato fare” ad Egitto e Arabia Saudita. Questo atteggiamento non ha contribuito ad evitare un un conflitto regionale e ha dato impulso alla progressiva alleanza tra le forze islamiste e l’Is. Ora sarà necessario un deciso sforzo diplomatico per frenare l’ondata di sangue, innanzitutto creando le premesse per un corretto svolgimento di nuove elezioni.

I Video di Blogo

Video inedito del Daily Mail sull’arresto di George Floyd

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →