Elezioni Midterm USA 2014: cosa succede adesso?

I Repubblicani hanno riconquistato il Congresso e per Barack Obama si preannunciano due anni da incubo.

Quella di oggi è una giornata storica per gli Stati Uniti, una giornata che il presidente Barack Obama non dimenticherà almeno per i prossimi due anni. I democratici sono usciti sconfitti da queste elezioni Midterm e i repubblicani sono riusciti nell’impresa di riottenere la maggioranza alla Camera e al Senato, assicurando a Obama due anni da incubo.

Lo scontento dei cittadini statunitensi nei confronti di Barack Obama era ormai noto da tempo – solo il 42% ha dichiarato di recente di apprezzare il suo operato – e i risultati di oggi lo hanno confermato. Solo 5 anni fa i Repubblicani erano stati dati per spacciati, ma l’insoddisfacente lavoro di Obama è riuscito a resuscitarli. Cosa succederà adesso?

Mancano ancora due anni alla fine del secondo e ultimo mandato di Barack Obama e in questo periodo il Presidente dovrà scontrarsi con una serie di ostacoli per riuscire a lasciare la Casa Bianca con qualcosa di positivo alle spalle. Il periodo della speranza e del cambiamento tanto sbandierati in campagna elettorale è ufficialmente finito, ora che i repubblicani sono in maggioranza quello che Obama potrà fare sarà agire sulle questioni che mettono d’accordo le due parti.

Bill Clinton ne sa qualcosa. Quando, nel 1994, i Repubblicani riuscirono a riconquistare il Congresso, l’allora presidente degli Stati Uniti si impegnò per trovare modi di collaborare coi Repubblicani sulla politica nazionale, a cominciare da una revisione del welfare. Per Obama, però, non sarà così facile e le teste calde con cui si dovrà scontrare sono molto più conservative rispetto al passato.

Quando, nel 1986, Ronald Reagan si trovò a dover lavorare con un Congresso costituito in maggioranza da Democratici decise di concentrarsi sul controllo delle armi e sulla politica estera per mettere fine alla Guerra Fredda.

Qualcosa di simile accadde nel 1947, quando Harry Truman si trovò davanti un Congresso repubblicano: in quel caso, in piena Seconda Guerra Mondiale, la mossa da seguire era la più ovvia. Barack Obama potrebbe fare qualcosa di simile e concentrarsi sul raggiungimento di obiettivi sul fronte della politica estera. I temi delicati non mancano di certo.

Obama dovrà faticare non poco per trovare punti d’accordo coi Repubblicani e provare a lasciarsi alle spalle qualche risultato soddisfacente, ma è evidente che i Repubblicani, tornati finalmente al Congresso dopo anni di assenza, faranno di tutto per far valere le proprie idee e non snaturarle, dando addosso ad Obama su più fronti, a cominciare dalla politica fiscale.

I primi passi dovrebbero cominciare a vedersi fin dalle prossime ore. Barack Obama ha già annunciato una conferenza stampa in cui proverà a cercare appoggio da entrambe le parti.


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