Renzi, Forza Italia “smaschera” il governo. Sono questi gli alleati?

Non è l’”armata Brancaleone” dei dissidenti del Pd e neppure la piazza della Cgil a impensierire Matteo Renzi, bensì la crisi economica, per nulla scalfita dai provvedimenti del governo.

Il premier, apparentemente baldanzoso: “Io vado avanti”, si trova a dover fare i conti con i freddi, impietosi numeri dell’Istat che dimostrano quanto il morso della crisi stringa l’Italia, con la fine della recessione rinviata a non si sa quando, con una timida ripresa nel 2015, con il Pil a +0,5%, cioè un’inezia, e un miglioramento dei consumi privati a +0,6%, cioè un’altra inezia.

Il fatto grave è che, smentendo le previsioni del governo, nel 2014 il prodotto interno lordo calerà dello 0,3% in termini reali, il che, dopo la lunga recessione degli ultimi 3-4 anni, non lascia spazio all’ottimismo. Non basta: ecco l’allarme di Bankitalia sul Tfr in busta paga: può essere solo provvisorio perché mette a rischio le pensioni, specie quelle più basse. Insomma, Istat e Bankitalia ritengono che la manovra non porterà crescita nei prossimi due anni, come dire, un bluff o, in altre parole, un buco nell’acqua del governo.

In questo quadro e con questo governo di fatto monocolore Pd – anzi monocolore renziano – non si capisce davvero cosa fa e dov’è la … doppia maggioranza che tiene in piede l’esecutivo.

A parte i “centristi” di Alfano&C, sempre intenti ad annunciare nuove costituenti dei moderati ancorati al PPE ma perennemente impegnati a cercare sbocchi politici e poltrone personali per il futuro, è paradossale quel che avviene nel rapporto con Berlusconi (il “socio” di Renzi nel Patto del Nazareno) e con Forza Italia (il partito che salva il governo in parlamento nei momenti… necessari).

Ma che “alleato” è Forza Italia quando il capogruppo alla Camera twitta: “L’Istat smaschera Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan su effetto nullo della manovra. Altro che espansione. Pinocchi”. Rincara la dose Daniele Capezzone, presidente Commissione finanze della Camera: “In attesa che qualcuno qualifichi come gufo anche l’Istat, registro oggi una ennesima conferma di quanto alcuni di noi dicono da tempo. Le tabelle finali (quelle reali) della legge di
stabilità, dopo settimane di slides e parole, mostrano la reale ed effettiva natura della legge di stabilità: un’operazione modesta e inadeguata, lontanissima dallo choc positivo necessario all’economia italiana”.

Ecco, sono queste le colonne su cui poggia il governo Renzi, senza contare il Pd sbrindellato, di cui non si sa più cosa è e dove è? La ciliegina (bacata) sulla torta è data dal rinvio a giudizio di Verdini, promoter del Patto del Nazareno. Renzi ha il filo diretto con Berlusconi ma l’ex Cav pare abbia le linee occupate.

Il rais di Arcore ha concesso a Renzi tutta la corda richiesta ma i nodi stanno giungendo al pettine, a cominciare dalla nuova legge elettorale, approvata solo da un ramo del Parlamento, legge che non può andare avanti finchè non sarà conclusa la riforma del Senato. Campa cavallo. Per di più il cambio voluto da Renzi del “premio” al partito e non più alla coalizione destabilizza FI e manda in tilt l’ex Cav.

Siamo al solito teatrino all’italiana, per ora sulla farsa ma con nubi cupe che promettono tempesta. Forse l’unica certezza è la volontà di Renzi di cercare il “casus belli” per far saltare il banco e chiamare gli italiani alle urne. A Berlusconi piacendo.