Nuoto – La reazione dei produttori alle nuove regole FINA sui costumi

La Federazione Internazionale Nuoto ha varato nuove e rigide disposizioni sul tema dei costumi da gara, sia per le competizioni in piscina che per quelle in acque aperte. A partire dal 2010 infatti verranno introdotte nuove regole per i costumi degli atleti, dopo alcuni anni di deregulation in cui si è potuto sperimentare materiali ipertecnologici,

La Federazione Internazionale Nuoto ha varato nuove e rigide disposizioni sul tema dei costumi da gara, sia per le competizioni in piscina che per quelle in acque aperte. A partire dal 2010 infatti verranno introdotte nuove regole per i costumi degli atleti, dopo alcuni anni di deregulation in cui si è potuto sperimentare materiali ipertecnologici, si ritorna al divieto di uso di materiali non-permeabili e l’adozioni di forme tradizionali, come pantaloncini per l’uomo e al body senza zip (anche dal ginocchio) per le donne.

Detto questo ricevo un comunicato stampa dalla Speedo, una delle marche di costumi olimpionici più nota, che mi pare interessante girare in modo da comprendere anche la posizione “dell’altro” lato della medaglia.

Per Speedo la credibilità e l’immagine dello sport del nuoto hanno un’importanza vitale. La recente introduzione di vere e proprie mute realizzate al 100% in materiale non-permeabile e che favoriscono il galleggiamento hanno creato effetti clamorosi e un notevole disorientamento, generando ombre sull’ambiente del nuoto. Tutto ciò ha messo in difficoltà gli atleti, tanto da far prendere a FINA la decisione odierna di bandire l’uso di materiali non-permeabili e di adottare le tradizionali silhouettes dai costumi da competizione a partire dal 2010. La decisione FINA prevede infatti che ci sia il ritorno ai pantaloncini (dal ginocchio alla vita) per l’uomo e al body senza zip (dal ginocchio) per le donne, entrambi in tessuto. Speedo ritiene che il ritorno ai body interamente in tessuto come quelli usati ai Mondiali di Melbourne nel 2007 avrebbe risolto la questione.

Speedo ha piena fiducia nella Federazione Internazionale sia nel suo ruolo di garante, che in qualità di organo competente per dettare le regolamentazioni dello sport del nuoto. La decisione odierna non giunge a sorpresa, poiché Speedo si aspettava che si facesse chiarezza sulle future disposizioni regolamentari in merito ai costumi da nuoto, per mettere la parola fine alle discussioni nate in seguito all’introduzione da parte di alcuni produttori di costumi interamente non-permeabili che favoriscono il galleggiamento proprio in vista dei mondiali di Roma09.

Tuttavia Speedo desidera sottolineare che il body Speedo LZR Racer è stato sviluppato per più di tre anni con il contributo di oltre 400 nuotatori, allenatori ed esperti, ed è stato pienamente approvato da FINA. Lo Speedo LZR Racer è stato realizzato per il 50% con il tessuto LZR Pulse, proprio per evitare che potesse favorire il galleggiamento in acqua, in quanto ha sempre creduto che non ci fosse posto nel nostro sport per tutto ciò che lo favorisca.

Speedo ribadisce la sua dedizione alla crescita dello sport del nuoto, come ha sempre fatto da oltre 80 anni, appoggiando il nuotatore dalle prime bracciate fino ai campioni nei loro allenamenti e nei loro appuntamenti più importanti. Speedo continuerà ad investire in ricerca e sviluppo per garantire la propria leadership nei costumi da competizione, sempre nel pieno rispetto sia degli organi competenti e ancora più importante nei confronti dei veri protagonisti di questo sport, ovvero gli atleti, continuando a lavorare al loro fianco per sviluppare prodotti sempre più innovativi.