Egitto, Sinai: distrutte abitazioni di 1500 famiglie per isolare Gaza

L’Egitto sta creando una zona cuscinetto lunga 13 km per isolare Gaza. Secondo il governo de Il Cairo, le milizie jihadiste ricereverebbero addestramento e rifornimenti nella Strisica

Nei giorni scorsi, da Rafah, sono state evacuate 1500 famiglie e le loro abitazioni sono state rase al suolo. L’obiettivo del Presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, è quello di creare una zona cuscinetto che separi il Sinai da Gaza.

Era prevedibile che con l’annuncio dello stato d’emergenza nella penisola del Vicino Oriente, da parte del governo de Il Cairo, si arrivasse a misure così radicali. Il generale al-Sisi, infatti, non ha alcuna intenzione di lasciare campo libero nel Sinai alla fazione armata della Fratellanza Musulmana, alleata dello Stato Islamico (Is), Ansar Beit al-Maqdi. Quest’ultima, almeno secondo il giornale filo governativo egiziano El Watan, avrebbe finora ricevuto addestramento nella Striscia di Gaza da Mumtaz Durmush, comandante del gruppo salafita Esercito dell’Islam.

La zona cuscinetto, così come progettata da Il Cairo, sarà lunga 13 km e profonda 300 metri e si è resa necessaria dopo gli attentati del 24 ottobre contro dei militari nel nord del Sinai. In quell’occasione furono 33 i soldati dell’esercito egiziano rimasti uccisi.

Il governo ha fatto sapere che “il sacrificio del popolo del Sinai non verrà dimenticato“, promettendo indennità per le famiglie che, mentre venivano portate via dall’esercito, vedevano le loro case ridursi ad un cumulo di macerie. Secondo quanto riportato da fonti di stampa egiziane, gli sfollati potranno usufruire di 42 dollari per tre mesi (come sostegno all’affitto delle case dove saranno trasferiti) e di un risarcimento di 266 dollari per metro quadro rispetto alle case distrutte. Ovviamente l’effettivo pagamento di queste cifre è tutto da confermare.

Hamas, per parte sua, continua fermamente a negare una collaborazione con l’esercito salafita e la volontà di voler far entrare le truppe dello Stato Islamico in Egitto. Secondo quanto riportato da Nena News, poi, l’Anp ritiene che l’operazione di evacuazione copre il fallimento di al-Sisi, che non è riuscito in più di un anno di conflitto a frenare le milizie jihadiste nel Sinai.

Al-Sisi, intanto, continua ad agitare il complotto. Dietro gli attentati nel Sinai non ci sarebbe solo l’Is, ma anche Qatar e Turchia (che in questo momento sono suoi avversari anche nel conflitto libico). A tale riguardo, il Presidente ha dichiarato martedì scorso: “Vi sono delle parti che vogliono un ruolo nella regione e cercano in vari modi di posizionarsi sulla mappa delle forze regionali […] Il risultato di questi tentativi è sotto gli occhi di tutti: guerre civili, conflitti confessionali ed etnici e i popoli ne pagano il prezzo” (Via Adnkronos).