Muro di Berlino, l’italiano Riccardo Ehrman aprì la prima crepa

A pochi giorni dal venticinquennale, Blogo ricorda il corrispondente dell’Ansa che con la sua domanda al ministro della Propaganda della Ddr contribuì ai primi attraversamenti tra Berlino Est e Berlino Ovest

Difficilmente costruzione è stata più metaforicamente pregnante del Muro di Berlino, divisione fisica di due mondi e di due concezioni del mondo che la Storia ha dichiarato, anche se con tempistiche diverse, insostenibili e irrealizzabili in termini di bene comune.

Di questo muro, anzi del “Muro” per eccellenza, eretto per separare le reciproche visioni di giustizia sociale si festeggerà fra pochi giorni il venticinquennale del crollo. Riguardo all’operazione di disgregazione fisica che portò alla disgregazione del blocco comunista e dell’Unione Sovietica e alla riunificazione delle due Germanie pochi sanno che la prima crepa venne aperta da un italiano, precisamente Riccardo Ehrman, all’epoca corrispondente dell’Ansa a Berlino.

Era il 9 novembre 1989, da alcune settimane in Germania Est migliaia di cittadini erano scesi in piazza per far sentire la loro voce. Un’ora prima di una conferenza stampa convocata dal ministro della Propaganda Günter Schabowski, Ehrman fu raggiunto telefonicamente da Günter Pötschke, membro del comitato centrale della Sed, il quale gli consigliò (con un linguaggio codificato) di fare al ministro una domanda sulla “libertà di viaggio” ovverosia sulla possibilità di andare a Berlino Ovest dei residenti di Berlino Est.

Il giornalista attese la conclusione e alle 18.53 chiese quando sarebbe stato possibile muoversi liberamente fra le due Berlino: “Credo anche subito” disse il ministro rispondendo in maniera un po’incerta.

Ehrman fu prontissimo a lanciare la notizia all’Ansa: “Un annuncio che equivale alla caduta del Muro di Berlino è stato dato questa sera dal governo” diceva la sua breaking news, una delle più importanti del secolo scorso.

Due ore dopo avvennero i primi attraversamenti da est a Ovest e i picconi cominciarono ad abbattere il Muro di Berlino. Sotto i colpi di piccone dei berlinesi finiva l’Europa nata nel secondo dopoguerra e con essa l’età delle contrapposizioni ideologiche e si entrava nell’era del monopolio liberistico e della società liquida.

Ehrman, diventato famoso per quella domanda, decise di raccontare la telefonata dalla quale scaturì il quesito in occasione del ventennale della caduta del Muro, nel 2009, dopo essere venuto a conoscenza della morte di Pötschke. Se i tempi erano maturi e i martelli e i picconi pronti, la prima crepa fu aperta proprio da un buon giornalista che conosceva Berlino e sapeva far fruttare i suoi contatti, su tutti la fonte che lo rese famoso.

Via | Corriere