Sport&Politica – “Salam Rugby” vince il premio “Diritti umani”

AGGIORNATO ALLE ORE 22Doveva arrivare a Milano a ritirare il premio “Diritti civili” all’interno del Ficts-Sport Movies & Tv 2010. Ma Faramarz Beheshti, nonostante non abbia potuto ritirare di persona il premio si è detto onorato e felice per l’interesse suscitato dal suo film “Salam Rugby”, dedicato alle pionere del rugby femminile in Iran.Faramarz Beheshti

AGGIORNATO ALLE ORE 22
Doveva arrivare a Milano a ritirare il premio “Diritti civili” all’interno del Ficts-Sport Movies & Tv 2010. Ma Faramarz Beheshti, nonostante non abbia potuto ritirare di persona il premio si è detto onorato e felice per l’interesse suscitato dal suo film “Salam Rugby”, dedicato alle pionere del rugby femminile in Iran.

Faramarz Beheshti ha ottenuto il riconoscimento grazie al film ‘Salam rugby’ che racconta la storia di 24 donne iraniane diventate ambasciatrici del rugby in Iran, all’interno del Beheshti Festival organizzato dalla Federation Internationale Cinema Television Sportifs a Milano.
Ieri era giunta la voce in Italia, erroneamente riportata dall’Ansa e da altri organi d’informazione (tra cui Rugby 1823), che Faramarz Beheshti non fosse giunto in Italia causa problemi di “censura”, con il regime iraniano che non avrebbe dato il visto al regista che da 15 anni vive in Nuova Zelanda. Una storia tutta diversa, come mi ha raccontato lo stesso Faramarz, gentilissimo a contattarmi tramite Facebook. Il regista iraniano, che ha vissuto i suoi primi 22 anni di vita proprio a Milano, mi ha rassicurato che nessun veto o censura gli hanno impedito di essere in Italia a ritirare il premio. Solo problemi burocratici, visto che Beheshti ha saputo solo a metà ottobre della premiazione e per il Visto turistico per l’Italia ci vuole circa un mese. E, come detto, il regista si è detto rammaricato di non poter ritirare il premio di persona, ma di essere onorato dell’attenzione data alla sua opera dall’Italia.

Qui sotto il trailer del film