Trofeo Laigueglia 2015: ha vinto Davide Cimolai davanti a Francesco Gavazzi

Nei primi chilometri Emanuele Sella è rimasto vittima di una caduta e ha riportato la frattura del femore.

Davide Cimolai si è aggiudicato il Trofeo Laigueglia 2015, che resta dunque in casa Lampre-Merida per il terzo anno consecutivo dopo le vittorie di Pippo Pozzato nel 2013 3 José Serpa nel 2014. Al secondo posto si è piazzato Francesco Gavazzi della Southeast e al terzo Amaël Moinard della BMC. Tutto si è deciso nella volata finale, anche se gran parte del gruppo si è perso per strada.

Nei primi chilometri l’andatura è stata piuttosto elevata, il gruppo è rimasto a lungo compatto e al km 13 c’è stata una caduta di cui è rimasto vittima Emanuele Sella dell’Androni Giocattoli, dopo poco costretto a ritirarsi e portato in ospedale per accertamenti, gli è stata purtroppo riscontrata la frattura del femore.
Ci sono stati vari scatti in testa al gruppo, ma solo lungo la salita verso Onzo è partita la vera fuga di giornata, cominciata da Jonathan Paredes del Team Colombia, il primo ad allungare e poi inseguito da Nicola Gaffurini della MgKVis-Vega e Jérôme Cousin della Europcar e in un secondo momento raggiunto anche da Adriano Brogi della D’Amico-Bottecchia. Sulla salita il vantaggio dei battistrada è via via aumentato fino a oltre i sette minuti salvo poi cominciare a scendere sulla salita di Cima Paravenna (Gpm vinto da Gaffurini).

Lampre-Merida e Katusha sono state le prime a preoccuparsi di trascinare il gruppo per ridurre il vantaggio dei fuggitivi, poi si sono impegnate anche la Unieuro e la Cannondale-Garmin.
Al Gpm di Testico è stato di nuovo Gaffurini a transitare per primo, mentre sulla seconda salita verso Cima Paravenna il vantaggio dei battistrada è sceso sotto il minuto. A meno di 50 km dalla fine il gruppo ha ripreso prima Brogi, poi Garrufini e Paredes, mentre Cousin è rimasto per qualche altro chilometro in testa da solo con poco più di venti secondi di vantaggio rispetto al plotone e ma proprio a ridosso del Gpm di Cima Paravenna è stato ripreso anche lui e a transitare per primo è stato Jonathan Monsalve della Southeast che si è aggiudicato il Gpm davanti a Stefano Pirazzi della Bardiani.

A poco meno di 40 km dalla fine dunque il gruppo si è ricompattato, formato da una ottantina di corridori, mentre gli altri sono rimasti indietro già dalle prime salite. È stata soprattutto la Cannondale-Garmin a farsi vedere nelle prime posizioni negli ultimi 30 km, poi sono tornati alla ribalta anche i Lampre-Merida. Le due squadre hanno mantenuto la velocità piuttosto elevata in testa al gruppo, impedendo gli attacchi dei singoli.

Sulla salita di Colla Micheri ha tentato l’allungo il russo Zakarin del Team Katusha ed è riuscito a guadagnare una cinquantina di metri di vantaggio, ma sul Gpm è stato ripreso e a transitare per primo è stato Gavazzi, davanti allo stesso Zakarin e a Niemiec della Lampre-Merida (ma la classifica del Gpm è andata a Gaffurini).

In vista del Capo Mele sono rimasti in testa una trentina di corridori e negli ultimi 5 km ha cercato di attaccare Gerdemann, subito raggiunto da Stortoni dell’Androni e Zakarin. I tre hanno guadagnato un vantaggio di 10 secondi sul gruppo principale e sono arrivati in mini-fuga fino in cima al Capo Mele, ma intanto il gruppo ha rimontato e a 2 km dal traguardo li ha ripresi tutti e tre. Nell’ultimo chilometro gli uomini della Lampre-Merida hanno lanciato la volata e il loro Davide Cimolai ha messo la sua ruota davanti a tutti.

Questi i primi dieci al traguardo:

    1) Davide Cimolai (Lampre-Merida)
    2) Francesco Gavazzi (Southeast)
    3) Amaël Moinard (BMC)
    4) Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale)
    5) Fabio Felline (Italia)
    6) Angelo Tulik (Europcar)
    7) Brent Bookwalter (BMC)
    8) Rasmun Guldhammer (Cult Energy Pro Cycling)
    9) Simone Petilli (Unieuro Wilier Trevigiani)
    10) Nicolas Lefrancois (Team Novo Nordisk)