Chi è Nello Musumeci

Il candidato del centrodestra

di andreas

L’anti Cuffaro, il candidato del centrodestra dal volto pulito. Sono queste due credenziali che hanno permesso a Nello Musumeci, esponente de La Destra, di avere una seconda chance di candidarsi alle elezioni regionali siciliane. E non è la prima volta, nell’orbita del centrodestra italiano, che quando si va a cercare qualcuno con caratteristiche di onestà si guarda più a destra che si può.

L’ex presidente della provincia di Catania è cresciuto nel Movimento Sociale Italiano, con cui nel 1994 diviene Presidente della Provincia di Catania, per poi proseguire in Alleanza Nazionale – con cui viene eletto europarlamentare per tre legislature – e da cui si distacca, nel 2005, fondando Alleanza Siciliana, formazione di carattere regionale. Nel 2006 si candida alla Presidenza della Regione, conquistando poco più del 5 per cento dei consensi. E’ tra i fondatori de La Destra di Francesco Storace, nel 2007. Sottosegretario al Lavoro del Governo Berlusconi, come esponente de La Destra, nel 2011.

Classe ’55, professione bancario, Musumeci nasce a Militello in Val di Catania. Nelle elezioni siciliane è supportato dal Popolo delle Libertà, La Destra, Fareitalia, Popolari Italia Domani, Alleanza di Centro. Vediamo un paio di punti del suo programma su argomenti chiave come sanitò, lavoro e ambiente, tratti dall’intervista a ctzen.it

Lavoro: «Prima che essere un candidato alla Presidenza sono un padre, con tre figli, due dei quali precari. Da padre e da uomo adulto non posso che incoraggiare i ragazzi di oggi e incitarli ad allontanarsi da modelli sbagliati che purtroppo vengono riproposti continuamente nella società. Nel mio programma elettorale ho previsto interventi a sostegno dell’autoimprenditorialità, dell’apprendistato – perché il lavoro manuale non va demonizzato, tutt’altro – delle piccole e medie imprese, delle attività artigianali e agricole. Il mito del posto fisso appartiene ormai al passato. Il lavoro va cercato con fantasia e difeso con tenacia».

Ambiente: «I termovalorizzatori sono antieconomici. Me lo dicono gli esperti e io ne prendo atto. Sono dunque sensibile alla necessità del potenziamento della raccolta differenziata attraverso incentivi ai Comuni virtuosi (che accrescano la quota almeno del 5% l’anno) e il sostegno al sistema di imprese locali per il riciclo a valle di una diffusa raccolta differenziata».

Sanità: «Voglio realizzare un modello di sanità che garantisca il diritto alla salute a tutti, dove i vertici siano scelti per capacità ed esperienza e la valutazione dei curricula sia l’unico parametro per assegnare incarichi di responsabilità. Abbiamo strutture e medici d’eccellenza che devono ritrovare la possibilità di lavorare al meglio e questo limiterebbe i viaggi della speranza. Bisogna riorganizzare le Asp secondo criteri più razionali: non ce ne può essere una per duecentomila residenti e una per quasi due milioni di utenti».

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