GPS, i vecchi modelli non sono da buttare

Il vostro GPS nautico ha più di 5 anni e non ha la cartografia digitale? State pensando di acquistare un modello nuovo dotato di questa caratteristica? Prima di buttare il vecchio navigatore, leggete quanto segue, perchè vi spiegherò come tramutare il vostro GPS non cartografico in un sistema completo di georeferenziazione. Oltre al GPS completo


Il vostro GPS nautico ha più di 5 anni e non ha la cartografia digitale? State pensando di acquistare un modello nuovo dotato di questa caratteristica? Prima di buttare il vecchio navigatore, leggete quanto segue, perchè vi spiegherò come tramutare il vostro GPS non cartografico in un sistema completo di georeferenziazione. Oltre al GPS completo di antenna (qualora non fosse integrata) e cavo di alimentazione, dovrete utilizzare un pc, un software di georeferenziazione, uno scanner, un adattatore seriale-usb (non è detto che serva), un cavo NMEA-RS232 (seriale) e una batteria al piombo.

Non fatevi spaventare dai nomi criptici degli standard dei cavi o dai pensieri su dove reperire certi materiali, perchè tutto è molto più difficile a dirsi che a farsi. La prima cosa da fare è reperire il cavo di interfaccia con il PC, che su Internet si trova ancora facilmente e a basso costo (circa 38 dollari). In realtà tale cavo può essere opportunamente realizzato a partire dal cavo di alimentazione del GPS stesso, ma dovreste avere un pizzico di dimestichezza in più con le saldature elettriche.

Senza stare ad addentrarci sugli standard NMEA delle apparecchiature nautiche digitali, il cavo in questione va dalla presa sul retro del nostro GPS (connettore rotondo a vite) e finisce con due terminazioni: una è la femmina su cui bisogna innestare il cavo di alimentazione (quello in dotazione), l’altra è il maschio del connettore seriale (RS-232) del PC. Se non avete più le porte COM sul vostro pc, potete utilizzare un adattatore da seriale a USB, che si trova in qualunque negozio di informatica e costa pochi euro.

Il cavo per l’alimentazione ha poi i classici fili in rame liberi (rosso e nero) da collegare alla batteria della vostra imbarcazione, pertanto se volete fare le operazioni di georeferenziazione in casa e con più tranquillità, vi occorre una batteria da 12V (vi consiglio di comprarne una al piombo in un negozio di elettronica al prezzo di circa 12 euro). In teoria non ci sarebbe bisogno di collegare il GPS all’antenna, a meno che non vogliate utilizzare il sistema in navigazione e la vostra imbarcazione vi consenta di avere una superficie piana e al riparo da schizzi per appoggiarci il portatile. A questo punto dovete scaricare un software di georeferenziazione. Io ho utilizzato il programma OziExplorer, molto semplice a mio giudizio, anche se oggi è diventato un po’ caro, ma in rete ci sono diversi programmi alternativi più economici o addirittura gratuiti.

Una volta che vi siete procurati una cartina nautica della porzione di mare dove intendete navigare, non dovete fare altro che indicare al software di georeferenziazione almeno 9 punti, con le rispettive coordinate geografiche, sull’immagine scansionata (magari facendo diverse acquisizioni e poi ricomponendole). A questo punto, collegato il GPS al PC potrete scaricare la vostra traccia di navigazione, i vostri waypoint, le vostre rotte e potrete utilizzare il PC per programmare i vostri viaggi, riportando poi il tutto sul GPS o viceversa.

Il mio caso è emblematico, poichè ho riconvertito un vecchissimo GPS Garmin 120 XL (modello fuori produzione e tutt’ora etichettato, nel sito della Garmin, come “discontinued product”) in un navigatore con tutta la cartografia mondiale (potete anche utilizzare gli screenshot da GoogleMaps per avere quante più carte nautiche vogliate) spendendo, in totale circa 50 euro.