Obama rinnova il patto con l’Afghanistan: “Dobbiamo colpire ciò che resta di Al Qaeda”

9.800 soldati americani rimarranno sul suolo afghano.

Il patto tra gli Stati Uniti e l’Afghanistan è stato appena rinnovato, un patto che regolerà la presenza dei soldati americani nel paese mediorientale anche dopo la fine della missione Onu, che termina il 31 dicembre 2014: “Oggi è un giorno storico per la partnership tra i due paesi, porteremo avanti i nostri interessi comuni e garantiremo la sicurezza nel lungo periodo in Afghanistan”, queste le parole di Obama dopo la firma del trattato bilaterale.

“Questo accordo rappresenta un invito per il governo afghano: dobbiamo rafforzare il rapporto che abbiamo costruito negli ultimi 13 anni e fornire ai nostri militare la cornice legale necessaria per andare avanti con le nostre due missioni fondamentali: individuare i miliziani di Al Qaeda ancora presenti e addestrare le forze afghane”. La firma arriva subito dopo la nomina a presidente della Repubblica di Ashraf Ghani, che ha preso il posto che era stato di Hamid Karzai per dieci anni. E non è un caso, visto che Karzai – che aveva pessimi rapporti con Obama – si era sempre rifiutato di accettare l’accordo.

9.800 soldati che saranno di stanza nella base di Bragram, costruita da sovietivi a 60 chilometri da Kabul. Assieme a loro, circa 5mila soldati di altri paesi dell’alleanza, tra cui un centinaio di italiani. E alla fine Obama ha ottenuto anche che l’Afghanistan ottenesse la condizione da lui posta e che Karzai non voleva cedere: se i soldati commetteranno reati saranno giudicati negli Stati Uniti. Si tratta di una condizione che i soldati a stelle e strisce hanno ovunque nel mondo, anche in Italia.

Questione simbolica per Karzai – che comunque ha passato il testimone senza colpo ferire e questo gli garantirà il ruolo di padre della patria – che non l’ha mai accettata, molto più pragmatico Ghai, ben consapevole che senza i tutori occidentali il rischio di ritrovarsi i talebani nella capitale è concreto. In tutto questo, l’Afghanistan continuerà a ricevere 6,1 miliardi di dollari l’anno per la ricostruzione, mentre le truppe statunitensi scenderanno gradualmente: dalle 30mila di oggi alle 9.800 del 2015, ancora la metà nel 2016 e poi nel 2017 ci dovrebbe essere l’addio definitivo.

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