Tav: Susa dice addio all’osservatorio

Il sindaco Sandro Piano tiene fede al “patto di Isolabella” stretto con in No Tav.

L’aveva detto in campagna elettorale e adesso il sindaco di Susa Sandro Piano mantiene la promessa: la cittadina darà l’addio al tavolo in cui i comuni discutono l’opera con le istituzioni. Questo per tenere fede a quanto promesso in campagna elettorale e nel “patto di Isolabella” sancito tra gli esponenti del mondo No Tav e tra gran parte dei sindaci della bassa Val di Susa.

E infatti entro breve l’osservatorio sulla Tav sarà abbandonato anche da un’altra cittadina: Condove. Il sindaco di Susa spiega le sue ragioni: “Abbiamo atteso per settimane un segnale dal ministro Lupi. Ad agosto ero andato a Roma per chiedere che ci ascoltasse, e che si ricostruisse un rapporto con i Comuni, ma non si è fatto più vedere”. Non mancano le critiche alla mossa decisa dal sindaco, soprattutto perché – sottolinea Stefano Esposito, esponente Pd fermo sostenitore della Tav – “Piano ha vinto le elezioni per otto voti, non avrebbe dovuto sfilarsi: la metà dei cittadini di Susa rimane senza rappresentanza nel tavolo in cui si discute dell’opera”.

Tutto questo proprio nel giorno in cui la Regione approva le modifiche definitive al piano della Tav: la stazione internazionale di Susa (anch’essa giudicata inutile dal sindaco: “Meglio tenersi l’autoporto, non ha senso spendere soldi pubblici per queste cose”); il tunnel di base con la Francia, il tunnel d’interconnessione con la linea storica del Frejus, le opere tra Susa e Bussoleno. I sì a queste opere sono però condizionati da 130 prescrizioni, necessaria per la tutela ambientale e per la salute pubblica (assetto idrogeologico, scelte paesaggistiche, rischio amianto in primis).

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