Delitto Melania Rea, ergastolo per Salvatore Parolisi. Parla l’avvocato Gentile

L’avvocato Nicodemo Gentile: “Parolisi non potrà più dimostrare la sua innocenza perché alcuni referti sono stati distrutti dai Ris”. La difesa attende le motivazioni della sentenza.

di remar

Nicodemo Gentile non ci sta. Uno dei legali di Salvatore Parolisi, il 34enne condannato venerdì all’ergastolo per l’omicidio della moglie Melania Rea, al Resto del Carlino dice:

Questa condanna viene data ai processi di mafia o ai casi di terrorismo internazionale. Tanti altri casi di omicidio in Italia si sono chiusi con sentenze più umane anche a fronte di delitti efferati come quello di via Poma per citarne uno. E questo la dice lunga.

La difesa prepara l’appello e in attesa che vengano depositate le motivazioni delle sentenza (entro 90 giorni) vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa, almeno a mezzo stampa.

Secondo Gentile:

Il giudice Tommolini aveva detto che in questo caso la prova scientifica era fondamentale per illuminare tutte le altre prove. E la prova scientifica non c’è stata. Il fatto che il giudice è riuscita a leggere la sentenza senza accorgersi che l’imputato non era in aula la dice lunga sul suo stato emotivo. Un giudice deve essere sereno quando condanna per il furto di uno scooter o per un omicidio.

Per il legale di Parolisi tra un anno potrà essere celebrato il processo di secondo grado:

Tra un anno potremmo essere di nuovo in aula a L’Aquila a discutere il ricorso, poi c’è ancora il terzo grado di giudizio, quello della Cassazione. Ovviamente la corte d’Appello potrebbe ribaltare la sentenza di primo grado come invece accettarla. È tutto possibile.

Gentile è amareggiato per l’andamento e l’esito prima delle indagini e poi del processo:

L’ora della morte non era certa. Così come l’esame del dna (…). Parolisi non potrà più dimostrare la sua innocenza perché alcuni referti sono stati distrutti dai Ris. Non ci sono più larve, non c’è più contenuto gastrico. Ma non solo: c’è un altro fatto molto grave. C’era un fascicolo aperto per omicidio a carico dei macedoni prima di iscrivere Parolisi nel registro degli indagati e di questo nessuno di noi sapeva niente. E anche in questo caso non sono stati fatti accertamenti sui pneumatici dell’auto e sul loro abbigliamento nei tempi giusti.

L’avvocato si sofferma poi su quelli che a suo avviso sono gli altri buchi neri dell’inchiesta:

Ad esempio il fatto che non si sia mai trovato il telefonista. Ma soprattutto siamo amareggiati dal fatto che il giudice ha disatteso i consulenti che aveva nominato lei. È un processo che sotto il profilo tecnico meritava un approfondimento diverso. Non ha valorizzato, a nostro avviso, tutta una serie di inidizi a favore. Come l’impronta di scarpa insaguinata vicino al chiosco, le tracce di penumatico, il capello di 22 centimetri trovato sul corpo di Melania. Poi il fatto che nell’auto di Salvatore, che lui ha consegnato subito il 18 aprile, non è stato trovato assolutamente nulla: né sangue, né terriccio. Infine siamo molto curiosi di sapere come e quando Salvatore torna a Ripe per fare il vilipendio del cadavere di Melania.

Foto | ©TMNews

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