Sciopero generale e manifestazione a Roma: la Cgil sfida il governo Renzi

Inizia l’autunno caldo.

aggiornamento 19.29 – Mentre si attende di capire se avranno seguito le minacce di sciopero generale, per il momento è confermata la manifestazione a Roma del 25 ottobre. “Sarà una grande manifestazione della Cgil, non è una scelta di rottura con gli altri sindacati, che incontreremo rapidamente per un percorso unitario”.

Toccare il tema lavoro è sempre molto difficile, se poi lo si fa alla maniera da bulldozer di Matteo Renzi allora è inevitabile attendersi che i sindacati rispondano con tutte le loro armi. Si è già capito che alle porte c’è un autunno caldo causato dal conflitto tra governo e Cgil, Cisl e Uil sulle materie della riforma del lavoro e in particolare dell’articolo 18 e adesso dalle parti della Cgil si inizia a brandire la clava dello sciopero generale.

Ne ha parlato direttamente Susanna Camusso intervenendo all’assemblea nazionale della Fiom: “Se il disegno di legge delega sarà trasformato in decreto per accelerare i tempi, allora bisognerà indire lo sciopero generale”. Il tutto a ribadire quanto già detto dal segretario del principale sindacato italiano, che ha anche accusato Renzi di “thatcherismo”.

Una questione di merito, quindi (secondo Renzi l’articolo 18 crea distinzioni tra lavoratori di seria A e di serie B; secondo Camusso si tratta di un articolo da salvaguardare perché tutela le persone); ma anche questione di metodo, visto che la trasformazione in decreto avrebbe lo scopo di saltare quello che si preannuncia come un Vietnam parlamentare in cui in prima linea c’è la stessa minoranza di sinistra del Partito Democratico.

Se il confronto venisse a mancare, se le istanze della minoranza Pd (che ha presentato sette emendamenti) non saranno prese in considerazione, allora sarà il sindacato a fare la voce grossa. Si tratta in verità solo dell’ultimo capitolo di quello che è lo scontro inevitabile tra il governo Renzi e la Cgil, che non si sono mai piaciuti fin dall’inizio (fatta esclusione per un breve feeling tra Renzi e Landini). Per il momento il governo esclude di voler trasformare il disegno di legge in decreto; ma lunedì in direzione nazionale Renzi chiederà un “mandato forte” per procedere nella riforma del lavoro e non rimanere bloccato dagli ostacoli messi in piedi da uomini del suo stesso partito.

Maurizio Landini e Susanna Camusso

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