Matteo Renzi all’Onu: “L’Isis minaccia l’umanità, in corso un genocidio”

Matteo Renzi ribadisce l’impegno italiano contro l’Isis e lancia un’appello per i migranti nel Mediterraneo: “Abbiamo salvato 80mila vite, ma non possiamo essere lasciati soli”

Nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto il punto sull’impegno dell’Italia in campo internazionale, focalizzandosi in particolare sulle operazioni Mare Nostrum per quanto riguarda i migranti e sul sostegno alla coalizione internazionale anti-Isis.

Nella lirica caratteristica del Palazzo di Vetro, il discorso di Matteo Renzi si è focalizzato in particolare sulla parola “speranza”, un tema questo sul quale il Presidente del Consiglio ha argomentato l’impegno italiano nel Mediterraneo per fronteggiare l’emergenza migranti. La crisi in Libia è in questo senso un focolaio prioritario sul quale Renzi ha lanciato un appello alla comunità internazionale dell’Onu affinchè non si sottovalutino le ripercussioni della crisi libica su tutta l’area nordafricana e meediterranea.

“L’intervento nell’area del Mediterraneo è un intervento strategico che non può essere lasciato a una singola forza. […] Ci presentiamo a questa assemblea avendo salvato 80mila vite umane con Mare Nostrum. Una operazione che rivendichiamo ma che non può essere lasciata solo all’Italia. Il Mediterraneo non può diventare un cimitero.”

Con queste parole invece Renzi ha posto l’accento sull’impegno profuso dalla Marina Militare italiana e più in generale dallo Stato per la ricezione dei migranti in fuga da zone di guerra come la Siria. Proprio partendo dalle drammatiche notizie che arrivano dalla Siria e dall’Iraq Matteo Renzi ha confermato l’impegno italiano nella coalizione internazionale anti-Isis: un fronte sul quale il Presidente del Consiglio ha garantito il massimo impegno possibile, ricordando del suo viaggio a Erbil proprio nei giorni della crisi del popolo yazidi.

“L’Isis è la minaccia per l’intera comunità umana. Non è minimamente rinconducibile a un conflitto di religione. Chi di noi ha davanti a sè lo sguardo smarrito di tante vittime del fanatismo, non può restare inerte. Mai come in questo periodo tanti cristiani sono stati uccisi. […] Immagini di bambini fucilati, racconti di giovani donne costrette a soddisfare tutti i desideri di violenti e terroristi nel silenzio e nell’impotenza, pensare a quello che accade a ostaggi e giornalisti, richiede da parte nostra, capacità di dire che è in corso un genocidio. Solo una comunità internazionale unita potrà vincere la battaglia della civiltà. […] L’Italia sostegno determinato e si spera determinante. […] Quando sono stato ad Erbil ho visto che è in corso un genocidio”.

Sul fronte mediorientale invece Renzi ha ribadito la soluzione italiana, che si rifà a quella già proposta dall’Egitto, e ribadendo “il diritto, anzi il dovere” di Israele ad esistere; sull’Ucraina invece Renzi ha auspicato ad una soluzione diplomatica che possa andare incontro alle esigenze di entrambe le parti.

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