Turchia: abolito il divieto di portare il velo a scuola

Un altro passo verso lo smantellamento dello stato laicista voluto da Ataturk.

E pensare che fino a pochi anni la Turchia era accusata di essere uno stato eccessivamente laico, addirittura laicista. D’altra parte l’aveva voluto così Ataturk, il padre della patria imbevuto di idee illuministiche. Nei primi anni da premier di Erdogan questo impianto generale sembrava venire rispettato, nonostante la provenienza islamista dell’attuale presidente della Repubblica (cosa che gli aveva anche provocato parecchi problemi con l’esercito, tra cui lo scioglimento forzato del primo partito da lui guidato, il Partito del Benessere).

Adesso invece le cose stanno rapidamente cambiando, la direzione islamista intrapresa da Erdogan si fa sempre più chiara e il velo islamico indossato dalle donne credenti ne sta diventando il simbolo: prima è stata abolita la legge che impediva di portarlo nelle università (norma poi abolita dalla Corte Costituzionale, ma comunque oggi tollerata); poi era stato abolito il divieto di portarlo nei luoghi pubblici. E fin qui, si poteva pensare, tutto bene, visto che comunque si trattava di espandere la libertà, non di comprimerla.

Le cose sono cambiate ulteriormente con l’abolizione del divieto di portare il velo nei licei, visto che la materia riguarda in particolare ragazze giovani se non giovanissime. Il governo ha modificato il codice di abbigliamento degli studenti, eliminando la parte in cui si impone di essere “a capo scoperto” in classe. Il cambiamento non sta però venendo accettato passivamente, visto che il sindacato degli insegnanti è sul piede di guerra, temendo che le studentesse vengano usate come strumento politico e che la prossima a cadere sia invece l’istruzione laica in Turchia.

Il capo di uno dei più importanti sindacati di insegnanti in Turchia, Veli Demir, la mette anche sulla provocazione: “Vogliono introdurre i simboli religiosi fin negli asili nido. La modifica del codice è contraria alla costituzione. Per loro libertà vuol dire solo velo, non sono interessati ai principi laici e scientifici nelle istituzioni scolastiche”.

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