Renzi al PD: “Con me cascate male”. E sui debiti della P.A.: “Impegno rispettato”

Il Premier manda una mail agli iscritti del PD e chiede il loro supporto contro la vecchia guardia che vuol riportare il partito al passato.

Dopo la lettera inviata agli iscritti del PD, oggi Matteo Renzi ha rincarato la dose contro la vecchia guardia del partito nel corso di un’intervista al TG2, l’occasione perfetta per il Premier anche per ribadire il già tanto sbandierato – ma ancora non visto – cambiamento nel nostro Paese.

L’Italia deve cambiare: sono anni che continuiamo a cambiare il governo ma non le cose. E così come riformando la Costituzione non stiamo attentando alla democrazia, con la riforma del lavoro vogliamo rendere più semplice lavoro: nessuno vuole togliere diritti ma darli a chi non li ha avuti. Servono nuove regole semplici per gli imprenditori e in grado di garantire chi perde il posto di lavoro. Attualmente in Italia è come se ci fosse la serie A e la serie B dei lavoratori. […] Noi possiamo cercare di collegare l’innovazione e il mondo del futuro alla creazione di posti di lavoro: gli americani hanno un tasso di disoccupazione che è la metà del nostro.

Al Partito Democratico dice:

Nel mio partito c’è chi pensa che dopo il 40,8% alle europee si possa continuare con un “facite ammuina” per cui non cambia niente e Renzi fa la foglia di fico: sono cascati male, ho preso questi voti per cambiare l’Italia davvero.

Poi Renzi si prende anche due minuti per rispondere alle accuse mosse dalla Cgia di Mestre, secondo la quale le pubbliche amministrazioni italiane hanno ancora debiti con le imprese fornitrici di beni e servizi per 35 miliardi di euro e che, quindi, la promessa di Matteo Renzi non è stata mantenuta.

Lui, però, dice non che è affatto così:

Tutti coloro che hanno avuto un debito e devono avere dei soldi dalla Pa possono averli iscrivendosi al sito del ministero dell’Economia. Chi va sul sito del governo trova la pratica per poter ricevere i denari. Intanto i soldi ci sono e quindi il 21 settembre l’impegno a pagare i debiti 2013 è mantenuto.

Il link suggerito da Renzi è questo.

Matteo Renzi attacca la vecchia guardia del PD

Le promesse non mantenute si accumulano, ma il premier Renzi continua a ribadire che il Paese sta cambiando. Stavolta, però, Renzi non ha scelto Twitter per sottolineare il cambiamento in corso, ma ha deciso di scrivere una mail a tutte le iscritte e gli iscritti al PD.

Carissime democratiche, carissimi democratici, mentre volgono al termine le tante Feste dell’Unità svoltesi in tutta Italia, invio questa email innanzitutto per ringraziarvi dell’impegno sul territorio, della passione, della dedizione con cui state aiutando il PD in queste ore così delicate.
Già, perché il risultato del 25 maggio – con quello squillante 40,8% – impone a tutti noi di essere all’altezza di una grande responsabilità: ridare fiducia all’Italia e agli italiani. Tocca a noi, nessuno si senta escluso.

Il premier prosegue elencando cosa sta cambiando – riforme istituzionali e costituzionali, riforma della Giustizia, politica estera – e spiega con molte delle discussioni sono arrivate alla fase finale e che le prossime sfide saranno tante e dure. Le elenca:

La scuola. Perché solo dando valore e dignità all’impegno degli insegnanti e alle aspettative delle famiglie riusciremo a risollevare l’Italia. Qui trovate il link del progetto del Governo. Vi prego di leggerlo, di discuterlo nei circoli, a scuola, in ufficio. La riforma della scuola non può essere la solita legge calata dall’alto. Abbiamo due mesi per discuterne ovunque, non perdiamo questa occasione. Coinvolgendo mamme e figli, prof e custodi, nonni e assessori.
Il lavoro. Il 29 settembre presenterò in direzione nazionale il JobsAct. Dobbiamo attirare nuovi investimenti, perché senza nuovi investimenti non ci saranno posti di lavoro e aumenteranno i disoccupati. Ma dobbiamo anche cambiare un sistema ingiusto che divide i cittadini in persone di serie A e di serie B e umilia i precari. Chi oggi difende il sistema vigente difende un modello di diseguaglianze dove i diritti dipendono dalla provenienza o dall’età. Noi vogliamo difendere i diritti di chi non ha diritti. Quelli di cui nessuno si è occupato fino ad oggi.
Il fisco. Abbiamo iniziato a ridurre la pressione fiscale restituendo 80 euro a undici milioni di italiani e diminuendo l’odiosa Irap del 10% per le aziende perché ancora oggi in Italia il costo del lavoro è troppo alto. Per colpa mia, peraltro, non siamo riusciti a comunicare bene il taglio del 10% dell’Irap che è già avvenuto, ma di cui non parla nessuno. Il fisco deve essere meno caro, certo. Ma anche più semplice. Per questo nell’ambito del programma dei mille giorni, partendo già dal prossimo anno, introdurremo innanzitutto la dichiarazione dei redditi precompilata.

Poi torna a sottolineare uno degli argomenti più caldi di questi ultimi giorni – Bloccare l’emorragia dei posti di lavoro e tornare a crescere, semplificare il fisco pagando meno (ma pagando tutti, finalmente!) – e attacca direttamente quella parte del PD non in linea col Renzi-pensiero. Un attacco anche piuttosto diretto alla “vecchia guardia” che, dice il Premier, vuol tornare agli scontri ideologici e riportare il PD del 25%. Renzi no, dice lui:

Noi siamo qui per cambiare l’Italia e non accetteremo mai di fare le foglie di fico alla vecchia guardia che a volte ritorna. O almeno ci prova.

Poi l’appello agli iscritti:

Sul sito trovate l’indicazione della nuova segreteria. Chi può ci dia una mano, partendo dalle iniziative per le imminenti regionali e per le forme di autofinanziamento. Abbiamo la grande occasione di cambiare il paese più bello del mondo: Aiutiamoci a farlo sul serio.

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