Articolo 18: la minoranza Pd insorge contro Renzi

Su Job Act e articolo 18, Renzi si trova contro tutta la minoranza del Pd: da Bersani a Civati. Ce la farà il rottamatore ad andare avanti? Servirà un aiuto di Berlusconi?

Gran parte della stampa italiana ha accolto trionfalmente il discorso in Parlamento di Matteo Renzi, e la maggioranza dell’elettorato simpatizza ancora per il rottamatore. Elementi, questi, che danno una certa sicurezza al Presidente del Consiglio. Tuttavia, qualcosa si muove: la minoranza del Pd, dai civatiani ai bersaniani, pare che non abbia proprio intenzione di farsi imporre in silenzio un programma “social-liberista” (termine molto in voga in Francia per descrivere le politiche di Manuel Valls).

Così, dopo le elezioni europee, tutte le componenti minoritarie del partito riprendono coraggio e promettono battaglia sul programma dei mille giorni, in particolare sulla questione dell’articolo 18. A tale proposito, ricordiamo che ieri sera D’Alema ha dato una cena con gli esponenti di punta della sinistra Pd, dove si sarà parlato sicuramente di Job Act e di come agire per produrre una correzione di rotta del governo. Ma fin qui siamo solo al pettegolezzo. La spaccatura vera del partito si sta consumando, invece, in queste ore, sui siti e sulle colonne dei giornali a suon di dichiarazioni velenose.

Ad intervenire, tra gli altri, è stato l’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani che, come riporta l’Ansa, ha dichiarato: “E’ assolutamente indispensabile che il governo dica al Parlamento cosa intende fare nel decreto delegato sul lavoro, perché si parla di cose serie. Io mi ritengo una persona di sinistra liberale e penso ci sia assoluta necessità di modernizzare le regole del lavoro sui contratti e sui servizi. Ma leggo oggi sui giornali, come attribuite al governo, delle intenzioni ai miei occhi surreali. In alcuni casi si descrive un’Italia come vista da Marte“.

Con tono più pacato, ma non per questo meno incisivo, è intervenuto anche il Presidente del Pd, Matteo Orfini: “I titoli del job act sono condivisibili. Lo svolgimento meno: ne discuteremo in direzione, ma servono correzioni importanti al testo“. Pungente anche la critica di Pippo Civati, che sul suo blog commenta ironicamente l’intenzione di abolire il licenziamento senza giusta causa: ” ‘Trovo inutile stare a discutere adesso se abolirlo o meno’ Matteo Renzi, a proposito dell’articolo 18, intervista al Tg5, 13 agosto, riferendosi alle chiacchiere estive. P.S.: l’estate non è ancora finita“.

Il primo a dire la sua riguardo alla questione del’articolo 18 su Twitter, in maniera netta, è stato Stefano Fassina, ex viceministro dell’Economia:


Fassina aveva già fatto capire che il periodo della lealtà, senza condizioni, al governo è terminato. Nei giorni scorsi, infatti, insieme a Giuseppe Lauricella e Alfredo D’Attorre, ha presentato un emendamento al DDl Boschi per abolire il Pareggio di Bilancio in Costituzione.

Ovviamente, i renziani, Debora Serracchiani in testa, non vogliono mostrarsi deboli rispetto agli attacchi interni ed alzano il tiro. La vicesegretario dei democratici ha detto ai giornalisti: “Arriveremo fino in fondo, anche se non saremo tutti d’accordo“. Questa presa di posizione, però, implica la messa in conto di un prezzo politico altissimo. Ovvero, se una parte del partito abbandona il premier e non ci saranno i numeri sul Job Acts, la maggioranza del Pd andrà avanti lo stesso. Dunque, cosa non impossibile, Renzi potrebbe fare affidamento sui voti che Silvio Berlusconi sembra determinato ad offrirgli. In questo modo, il Patto del Nazareno non riguarderebbe più solo riforma costituzionale e giustizia, ma anche i temi economici.

In molti sui giornali parlano di “macchinazioni” da parte della minoranza democratica per mere questioni di potere. Ovviamente, questo non è escluso: non è un mistero che c’è un pezzo di ex classe dirigente nel Pd che farebbe carte false pur di far cadere il rottamatore. Tuttavia, la questione politica rimane e non può essere ignorata.

L’idea di agire per decreto sul lavoro non è qualcosa che poteva risvegliare solo l’attenzione dei sindacati. Una parte del Pd è consapevole che in ballo non c’è solo l’abrogazione dell’articolo 18, ma anche altre questioni importanti come quella del demansionamento dei dipendenti, le introduzioni delle tutele per i neo assunti e molto altro. Inoltre, quello che veramente dovrebbe essere spiegato è quale nesso avrebbero tali misure con il rilancio degli investimenti.

I Video di Blogo

Razzismo sul treno Milano-Verona: il video di una passeggera

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →