DiMartedì: la puntata del 16 settembre 2014

La prima puntata del programma di approfondimento politico di Giovanni Floris su Polisblog.

00:08 Pagnoncelli: “Il Presidente del Consiglio, quando viene attaccato, aumenta il proprio consenso”. La prima puntata di DiMartedì termina qui.

00:06 lo studio è vuoto. Floris è con Paolo Mieli e Nando Pagnoncelli. Quest’ultimo: “Nel caso del governo Renzi, c’è un consenso molto elevato. Renzi incarna le idee di cambiamento”. Paolo Mieli: “Vedremo se Renzi avrà lo stesso consenso quando si parlerà di riforma del lavoro”.

23:55 Scalfari: “Una cosa buona di Renzi? E’ coraggioso e ha voglia di fare. Io gli consiglio una riforma del lavoro e poi contemporaneamente l’equità sociale”. Fine intervista.

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23:52 Scalfari: “Renzi ha annunciato riforme per le quali servirebbero generazioni, non un mese. Poi sono venuti i mille giorni perché fare una riforma al mese era impossibile. Solo i matti ci possono credere. Per riformare lo Stato, serve un’intera legislatura”.

23:49 Scalfari: “La capacità di unire ce l’hanno avuta tanti politici, anche Mussolini anche se Renzi non ci somiglia affatto. Un’alternativa a Renzi c’è. E’ la trojka. L’Europa ci dà i soldi e noi facciamo quello che ci dicono loro”.

23:45 Scalfari: “Renzi non viene da sinistra. Renzi è stato educato da Rutelli che era un radicale. Se Renzi mangia un gelato per sfottere l’Economist, non mi scandalizza. Il difetto di Renzi è l’annunciazione”.

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23:42 Scalfari: “C’è una parte grossa del paese che è indifferente. Non gliene frega niente di quello che succede. Negli italiani, c’è un fiume carsico che ogni tanto viene fuori. Gli italiani hanno amato anche Craxi”.

23:39 Scalfari: “Renzi e Berlusconi sono diversi per l’età e che Renzi non fa Bunga Bunga. Renzi è un tipo molto simpatico. La verità è che Renzi, finora, ha fatto l'”annuncite”, l'”annunziata” o meglio, l’annunciazione. Lui dice le cose le bisogna fare ma Renzi ha l’acqua che bolle e non butta mai la pasta”.

23:35 Floris intervista Eugenio Scalfari. Le dichiarazioni: “Berlusconi? E’ ancora sulla scena. Berlusconi, di se stesso, pensa benissimo. Ma ognuno di noi pensa bene di se stesso. Con Berlusconi, ci davamo del tu prima del suo ingresso in politica. Berlusconi ha un cerchio magico ossia un gruppo di persone fidate. Ferrara ha detto che l’erede di Berlusconi è Renzi. Renzi, in qualche modo, è il suo erede. Berlusconi e Renzi sono due grandi seduttori. Sono bravissimi nel prendere i consensi”.

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23:30 Stefania Giannini: “Le tasse non saliranno. Questo governo ha cambiato metodo anche nel decidere dove risparmiare. Non saliranno i ticket sanitari e le pensioni non verrano toccate”. Repetti: “Gli intenti buoni di Renzi non sono tutti concretizzabili”. Serracchiani: “L’Italia è un paese che ha vissuto troppo al di sopra delle proprie possibilità. E’ arrivato il momento delle riforme. Questo è il primo governo che non taglia su scuola e ricerca”. Parte un servizio dedicato alla disoccupazione, alla criminalità, alla sanità e alla felicità, in base alle regioni.

23:23 Luigi Abete: “Tutti i sondaggi dimostrano che il paese è cosciente dei problemi. Si devono dare al paese le riforme, gli investimenti e le semplificazioni”. Corrado Passera: “Non basta il consenso per fare le cose giuste. Il programma di questo governo è aumentare le tasse e diminuire gli investimenti”. Serena Sorrentino: “Io penso che, dopo tanti anni di crisi, la speranza è un elemento fondamentale”.

23:19 Martinetti: “Il consenso di Renzi è un’opportunità: da grandi poteri, deriva una grande responsabilità. In Italia, però, c’è una tendenza a deresponsabilizzarsi. Gli italiani danno la colpa allo Stato ma lo Stato siamo noi. Noi li abbiamo eletti”.

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23:16 i sondaggi di Nando Pagnoncelli: secondo il 45% degli italiani, la colpa della crisi economica è della resistenza delle lobby; secondo il 47% degli italiani, il gelato di Renzi è un segnale di inadeguatezza; secondo il 42%, la politica di Renzi si fonda sull’immagine; secondo il 27%, la vera opposizione, la fanno i partiti di opposizione; secondo il 52%, Renzi dovrebbe andarci cauto con gli annunci; secondo il 52%, il governo ha perso tempo con la riforma del Senato; il PD è ancora il primo partito in Italia con il 41%; secondo il 56%, l’operato del governo è positivo.

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23:01 Galantino: “Bisogna evitare che gli interessi individuali abbiano il sopravvento anche per quanto riguara i temi etici”. Grasso: “Il Senato, se continua la legislatura, avrà ancora una vita”. Parte un servizio dedicato alla sanità.

22:57 Galantino: “Non so che fine abbia fatto lo Stato. Ho l’impressione che lo Stato stia alla larga dalla gente”. Grasso: “Io a Scampia conosco una realtà diversa, conosco presidi che vanno a prendere i ragazzi direttamente a casa per portarli a scuola. In questi posti, ci vuole un presidio di Polizie ma ci vogliono anche scuole”.

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22:49 Galantino: “Le istituzioni non devono essere venerate solo perché esistono. Ho l’impressione che la politica sta utilizzando troppo spesso gli slogan. La gente usa gli slogan a ragion vedute. C’è un’assuefazione di promesse”. Grasso: “Niente quorum per Violante e Bruno per l’elezione alla Consulta? I partiti sono tanti”. Parte un servizio dedicato alla crisi a Scampia.

22:43 Nunzio Galantino: “Se la gente arriva con violenza a fare certe dichiarazioni è perché non è ancora riuscita a percepire l’importanza delle istituzioni”. Grasso: “Bisogna stare tra la gente ed entrare nelle dinamiche reali. La politica deve cambiare e deve pensare alle nuove generazioni”. Galantino: “Nella Chiesa, non ha nessun senso la Casta, un gruppo di persone che si autorigenerano”.

22:41 in studio, ci sono Pietro Grasso e mons. Nunzio Galantino. Pietro Grasso: “Sarà un referendum a registrare il desiderio degli italiani sul Senato. Gli italiani, però, abolirebbero pure la Camera perché c’è desiderio di distruggere. Bisogna trovare pesi e contrappesi tra le due camere. I 315 senatori in meno? Io penso che da vent’anni i cittadini non vedano una corrispondenza tra costi e benefici. L’abolizione del bicameralismo è positivo”.

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22:28 Manuela Repetti: “Alcuni riforme, per essere fatte, saranno snaturale per colpa dei compromessi e saranno completamente inutili”. Serena Sorrentino: “Speriamo che le 46 tipologie di precarietà vengano cancellate con il contratto a tutela crescenta”. Parte un servizio dedicato alla fine che fanno gli abiti inseriti nei cassonetti speciali.

22:25 Serracchiani: “Stiamo lavorando su riforme importanti come quella degli ammortizzatori sociali. Sulla riforma del Senato, significa eliminare oltre 315 senatori e togliere le province. Siamo un paese non competitivo. Sono 30 anni che diciamo che il bicameralismo è superato”.

22:22 dopo un servizio dedicato ai consumi, Corrado Passera sui nodi che Renzi dovrà sciogliere: “Io vorrei che il governo di questo paese, insieme al Parlamento, facesse ciò che serve. Ci sono delle riforme terribili, come quella del Senato e quella della legge elettorale. Non si sta facendo nulla”.

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22:12 Paolo Mieli: “Il quadro che ha descritto la Repetti mi torna. Renzi sta lanciando messaggi alla sua maggioranza che gli è contraria in modo esplicito o implicito. Nel paese, però, è nato un coro anti-renziano molto potente. E’ a quello che Renzi si rivolge. Nei primi 200 giorni, Renzi si è mosso con speditezza e questo gli va riconosciuto perché ha ottenuto dei risultati”.

22:08 Manuela Repetti: “Occorre fare altro. Il discorso di oggi di Renzi mi è sembrato un discorso abile e con buoni intenti. Il problema è la concretizzazione di questi intenti. Oggi, Renzi puntava il dito verso la sua maggioranza. Renzi sa benissimo che la più grande opposizione ce l’ha all’interno del suo partito”.

22:05 Luigi Abete: “Io penso che c’è troppo pessimismo in giro. Esistono territori, ambienti e tipi di impresa che vanno bene e che vanno male. E’ un problema sociale. Ma l’Italia ha parametri finanziari di stabilità significativi, meglio della Francia, con tassi bassi. E’ stata fatta anche la riforma delle pensioni. Questo governo ha fatto meno di quanto ha dichiarato ma ha fatto cose importanti. Servono anche altre cose, però”.

21:58 dopo la pubblicità, parte un servizio dal titolo “Il denaro non gira”.

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21:51 Guido Martinetti: “Renzi, con il gelato, ha fatto autoironia come a sinistra spesso succede. Ne sono orgoglioso. La Grom è un’azienda che è nata dalle tasche vuote di due ragazzi. Io spero che questa azienda sia un esempio”. Serena Sorrentino: “E’ l’epoca in cui anche se una persona ha idee buone, mancano però le infrastrutture. Quando ho visto Renzi con un gelato in mano, ho pensato all’autoironia. Va bene l’ironia ma quella copertina dell’Economist meritava una risposta diversa”.

21:44 Stefania Giannini: “Francia e Germania sono paesi in difficoltà ma hanno affrontato prima, con governi stabili, le riforme strutturali che in Italia non si sono fatte. In questi quattro mesi, abbiamo fatto un’analisi accurata su tutto quello che non funziona nella scuola italiana”. Parte un altro servizio dedicato a quest’estate politica.

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21:42 Serracchiani: “Bisogna intervenire sulla tassazione delle imprese. Stiamo intervenendo sulla Pubblica Amministrazione…”. Passera: “Noi non possiamo limitarci a cose di così piccola portata. Noi dobbiamo dimezzare l’Ires e trovare i soldi nei tanti sprechi”.

21:40 Serracchiani a Passera: “Dov’erano prima le risorse che ora sarebbero facili da tirar fuori e usare?”. Passera: “Nel resto d’Europa, sono tutti usciti dalla recessione”. Serracchiani: “Anche la Francia e la Germania, hanno il loro campanello d’allarme”. Passera: “Hanno passato sei mesi a fare il Senato mentre la gente non ha lavoro”.

21:38 Corrado Passera: “Siamo in piena recessione. Se siamo arrivati a 10 milioni di disoccupati e precari e continuiamo a dire che la situazione peggiorerà, le riserve delle imprese e delle famiglie finiranno. Per rompere questo andamento, bisogna dare una botta ancora più forte”.

21:36 Debora Serracchiani: “Non ci mettiamo a lavorare da ora. Stiamo lavorando da molto tempo. L’Italia era un paese fermo e c’è molto da fare. I mille giorni non servono al PD ma al paese. Abbiamo già fatto provvedimenti che hanno tamponato l’emergenza. I dati non si possono migliorare con una bacchetta magica”.

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21:31 l’intervento di Crozza termina con un’intervista doppia a Landini e Camusso che fanno a gara a chi possiede oggetti più vecchi. Successivamente, parte un servizio che parte con la crisi dei venditori di pesce per arrivare a Renzi.

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21:28 Crozza in versione Sergio Marchionne: “L’Italia ce la farà, non so dirti quando, vedrai che ce la farà. Renzi è un cavallo di razza, non è Montezemolo che è una razza di cazzaro”. Crozza: “27 milioni a Montezemolo? A Genova, diremmo “belin”. Landini e Camusso sono gli unici due baluardi dei lavoratori. A volte, però, sembrano essere rimasti troppo indietro. Sono rimasti all’operaismo degli anni ’70. Quel mondo lì però è sfumato. Ci sono 9 milioni di precari. Dovrebbero intercettare i precari. Landini e Camusso dovrebbero togliersi un po’ di polvere”.

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21:24 Crozza torna se stesso: “Sono stato mezz’ora davanti alla Rai e non mi hanno fatto entrare. Mi hanno detto che era successo una cosa brutta. Scherzo! E’ bello che sei a La7. A La7 mancavano i talk show, tu hai riempito questo vuoto. E poi DiMartedì è un nome geniale. Floris, ma come l’hai chiamato tuo figlio? Quellonatoamarzo? Tornando a Renzi, Renzi piace. E’ come l’iWatch. Tu lo guardi, pensi che è bello però poi pensi: “Ma a che minchia serve!”.

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21:20 è il momento della copertina di Maurizio Crozza. Ecco il suo intervento, imitando Matteo Renzi: “Tu sei la prova vivente che io mantengo le mie promesse. Io ti ho fatto fuori dalla Rai in venti minuti. Voglio spiegarvi il programma dei mille giorni. Lo ripeto da tre mesi e sono sempre mille giorni. E’ un programma magico. Il nuovo slogan è “Passo dopo passo”. Vi spiego come funziona: qualcuno mi chiede le riforme e io rispondo “passo”. Molti gufi qualunquisti mi criticano perché ieri ho mandato i ministri nelle scuole: ma se voi foste un bambino, preferireste vedere una maestra cattiva o Marianna Madia? Marianna Madia è un personaggio buffo, non esiste”.

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21:13 inizio trasmissione. Giovanni Floris esordisce, parlando del proprio debutto a La7: “Ricominciare è faticoso ma è anche salutare”. Il giornalista presenta gli ospiti della serata.

DiMartedì, puntata 16 settembre 2014: Anticipazioni e Live su Polisblog

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Questa sera, a partire dalle ore 21:10, sarà trasmessa la prima puntata di DiMartedì, il nuovo talk show di approfondimento politico in prima serata condotto da Giovanni Floris e in onda su La7.

Durante questa prima puntata di DiMartedì, Giovanni Floris e i suoi ospiti affronteranno i seguenti argomenti: il governo Renzi e i mille giorni per riformare il paese e combattere la crisi economica e le critiche dell’Europa nei nostri confronti per quanto riguarda il nuovo rapporto Osce che vede l’Italia come unico paese del G7 in recessione.

Gli ospiti in studio saranno Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, Debora Serracchiani, governatrice del Friuli-Venezia Giulia del Partito Democratico, Manuela Repetti, senatrice di Forza Italia, Paolo Mieli, giornalista e presidente di RCS Libri, Corrado Passera, ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Monti e fondatore del movimento politico Italia Unica, Luigi Abete, presidente BNL, e Guido Martinetti, imprenditore che ha fondato la Grom.

Durante questa prima puntata di DiMartedì, inoltre, ci sarà un confronto tra il presidente del Senato ed ex magistrato, Pietro Grasso, e il segretario generale della CEI, mons. Nunzio Galantino. Stasera, infine, assisteremo anche ad un’intervista al giornalista e fondatore de La Repubblica, Eugenio Scalfari.

Come a Ballarò, anche in DiMartedì, ci sarà la copertina satirica di Maurizio Crozza e i sondaggi di Nando Pagnoncelli, presidente dell’Ipsos.

Polisblog seguirà in tempo reale la prima puntata di DiMartedì.

Appuntamento a partire dalle ore 21:10.