Forza Italia rischia lo scioglimento?

La ribellione di buona parte dei parlamentari certifica, secondo Silvio Berlusconi, il fallimento del progetto. Si pensa a ripartire da zero. Di nuovo.

Non è andata come Silvio Berlusconi sperava, dopo la decisione di lasciar morire il Pdl per ridare vita al partito che più di ogni altro gli aveva regalato soddisfazioni: Forza Italia. Si sa, le repliche, i sequel, non sono mai dello stesso valore dell’originale, e anche la minestra riscaldata in versione partitica ha creato gli stessi problemi. I club Forza Silvio sono stati un flop pesante, le casse del partito sono vuote, il leader è in pieno declino e il nuovo delfino Giovanni Toti non convince quasi nessuno.

Il risultato, sotto gli occhi di tutti, è che Forza Italia è in subbuglio permanente. Buona parte dei ribelli si trova sotto la guida di Raffaele Fitto (che al grido di battaglia “primarie” punta alla successione), molti altri vanno in ordine sparso. Ancora fedeli al presidente Berlusconi, una minoranza, guidata da Maria Rosaria Rossi e Francesca Pascale (altra situazione che ha creato non poca insofferenza). Quello che è evidente è che le cose non possono andare avanti così ancora molto a lungo: tutti stanno cercando di riposizionarsi per provare a sopravvivere politicamente all’addio di Berlusconi alla politica (o al momento in cui attirerà ancora meno voti), ma non sanno bene come fare. Alfano ha fondato un nuovo partito, ma l’esperimento non sembra un grande successo, replicarlo è troppo rischioso.

E quindi la battaglia continua all’interno, per cercare di sottrarre il dominio al capo e al suo “cerchio magico” e ridare linfa a un partito che, se si dovesse andare a elezioni politiche nel 2015, davvero non saprebbe che raccontare ai suoi elettori (“Abbiamo fatto le riforme con Renzi” non sembra lo slogan migliore per conquistare voti). Una battaglia che sta lasciando vittime sul terreno e che soprattutto si avvicina al redde rationem: Raffaele Fitto e Maria Rosaria Rossi sono ormai arrivati ai ferri corti, con minacce di espulsioni e repliche al veleno.

Ma difficilmente Fitto accoglierà il consiglio della tesoriera e abbandonerà il partito. Adesso avrebbe meno senso che mai: prima o poi una successione dovrà venire, e lui è sicuramente in pole position per prendere la guida nel momento in cui la leadership berlusconiana dovesse fallire e i progetti dinastici (con la guida che va a Marina) venire meno. Il rischio è semmai un altro, riportato da un virgolettato di Repubblica attribuito all’ex Cavaliere: “Il progetto è fallito”. Il che significa che si potrebbe sciogliere Forza Italia per poi ripartire da zero, con un vero e proprio “partito mediaset” costituito da berlusconiani (non più solo politici legati a Silvio, ma uomini di Marina e Piersilvio) che riportino al centro di tutto quello che è il vero interesse dell’ex Cavaliere: le sue aziende.

Silvio Berlusconi rilancia Forza Italia

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