David Haines, chi era l’inglese decapitato dall’Isis?

Cooperante, giornalista, agente segreto: chi era veramente David Haines, il 44enne inglese giustiziato dai jihadisti dello Stato Islamico?

David Cowthorne Haines è stato giustiziato dallo Stato Islamico: il 44enne inglese è l’ultimo orrore confezionato dai jihadisti dell’Isis, che nell’ultimo mese ha già prodotto altri due video con le esecuzioni dei giornalisti James Foley e Steven Sotloff.

Le immagini confezionate dai jihadisti sono, come negli altri due casi, ben girate e ottimamente post-prodotte: questa volta sembra che per girare siano stati usati anche dei filtri, forse per via della luce riflessa del sole sulla chiara sabbia del deserto.
C’è tuttavia una grande differenza tra i video che mostrano la sentenza e l’esecuzione dei due giornalisti americani, una differenza non da poco: se nei primi due casi gli ostaggi erano americani (“Messaggio all’America”) ed entrambi giornalisti, Sotloff tra l’altro era qualcosa di più, un vero e proprio studioso dell’Islam, nella terza esecuzione (“Messaggio agli alleati dell’America”) i jihadisti se la prendono con un cittadino inglese che di mestiere fa il cooperante.

Una differenza non da poco. Anche la prossima vittima sarà un cooperante britannico: Alan Henning di Manchester.

Chi era David Haines?

David Cowthorne Haines era un 44enne britannico: sposato dal 2010 in seconde nozze con la croata Dragana Prodanovic, Haines lascia due figlie di 4 e 17 anni (la maggiore avuta nel precedente matrimonio). Per 12 anni ha lavorato in ambienti militari prima di passare al mondo della cooperazione internazionale. Come militare dal 1988 al 1999 si è occupato come ingegnere aeronautico di sicurezza e prevenzione in diverse zone del pianeta (Jugoslavia, Africa e Medio Oriente) per conto della Royal Air Force di Sua Maestà.

Soprannominato “The Fool Scottish” non tanto perchè di sangue scozzese quanto perchè trasferitosi a Perth, Scozia, con la famiglia quando era bambino, Haines è entrato nel mondo della cooperazione internazionale nel 1999 in Bosnia. Per quasi cinque anni è stato responsabile degli uffici croati della ong Arbeiter Samariter Bund occupandosi di gestire i fondi internazionali per progetti di cooperazione per il ritorno degli sfollati nelle loro case.

Entrato in contato con la ong Astraea (società italo-croata fondata nel 2002) nel 2009, tra febbraio ed agosto 2012 è in Sud Sudan per Nonviolent Peaceforce come operaio di sicurezza non armata, un gruppo operante per il mantenimento della pace civile in Sudan. Una portavoce ha confermato alla tv americana Nbc che che l’uomo ha lavorato per loro nel Sud Sudan nel 2012 e che lavorava per un’altra organizzazione umanitaria quando è stato rapito nel nordest della Siria lo scorso anno.

Era marzo 2013: Haines lavorava in Siria per la ong Acted. La sua esecuzione però non è un atto di terrorismo, ma un atto di guerra: nella breve biografia sulla pagina LinkedIn di David Haines infatti si legge:

“Ho maturato oltre 23 anni di esperienza di lavoro in numerose posizioni di responsabilità all’interno di ambienti privati​​, ONG e militari. Questa esperienza mi ha permesso di affinare le mie abilità nella negoziazione, nella gestione dei programmi, operazioni di sicurezza ai più alti standard, sia come un membro proattivo di team sia in virtù di leader di una squadra.

Il mio lavoro più recente è stato responsabile di tutte le operazioni sicure di Nonviolence Peaceforce (NP) in Sud Sudan e comprendeva le seguenti mansioni: istituzione di protocolli di Safety&Security, creazione di piani di sicurezza, formazione del personale, valutazioni della rischio e della minaccia, logistica per uffici remoti. Sono stato determinante per lo sviluppo e l’aggiornamento del Security&Safety Manual globale che ora è stato adottato da NP.”

Oltre a questo Haines è stato a capo di una missione in Libia per Handicap International, organizzazione di aiuti per rifugiati.

Tirandone le somme, cercando un po’ su internet e basandoci su dati empirici, è possibile sospettare che la sua morte non sia stato un atto di terrorismo ma di guerra. Le parole utilizzate dallo stesso Haines per descrivere se stesso e la sua attività, il suo trascorso militare in zone operative, il fatto che spesso i servizi tengano a libro paga cooperanti-informatori, tutto fa pensare che lo Stato Islamico questa volta abbia voluto colpire più chirurgicamente.

Nulla fa di Haines un agente segreto eppure tutto colloca Haines in quella “zona grigia” tra la cooperazione e l’intelligence militare: questo non giustifica in alcun modo la barbarie, il sequestro e l’esecuzione per decapitazione che l’inglese ha dovuto subire. Ci aiuta tuttavia a capire come lo Stato Islamico stia reagendo ai vari vertici internazionali, come lo Stato Islamico si sia strutturando sempre più come uno Stato, appunto, uscendo da dinamiche tipicamente terroristiche. Un segno che mostra e sottolinea, oltre che la determinazione dei jihadisti e la maturità politica di chi li guida, anche gli obiettivi dello stesso Stato Islamico: primo tra tutti la “purificazione dell’Islam”, cosa nella quale gli occidentali non devono in alcun modo mettere becco e dalla quale, in un certo senso, l’occidente sta venendo risparmiato.