Matteo Salvini attacca Renzi: “Se mette mezza tassa in più scendiamo a Roma con i bastoni”

Il segretario della Lega Nord alla Festa dei Popoli Padani attacca Matteo Renzi mentre a Milano si svolge l’Ecofin

Non perde occasione Matteo Salvini per tuonare contro il Presidente del Consiglio e, sopratutto, contro l’Unione Europea ed i suoi vincoli in materia fiscale e di bilancio: nessuna occasione poteva essere più appropriata che la Festa dei Popoli Padani che si tiene sul Monviso, in provincia di Cuneo, proprio mentre a Milano il vertice Ecofin discute di materia fiscale.

La Lega Nord, adunati i militanti ai piedi del Monviso, stringe le fila del proprio elettorato e si scaglia contro le politiche fiscali che l’Europa imporrebbe all’Italia per mano del governo a guida fiorentina: una teoria che in quel di via Bellerio va per la maggiore. In tal senso il segretario Salvini ha ribadito un concetto già in passato evocato dall’allora padre-padrone del Carroccio, Umberto Bossi, che nel 1995 tuonava contro la partitocrazia italiana e minacciava la discesa a Roma “baionette in canna”.

Deposte le armi ai leghisti di oggi sono rimasti i bastoni:

“Se Renzi metterà una sola mezza tassa in più noi scendiamo a Roma con i bastoni. […] Noi qualche proposta l’abbiamo fatta: se i vincoli di Bruxelles ti portano a morire te ne devi fregare. Il 3%, il patto di stabilità, qualcuno se ne frega e i soldi li trova facendo ripartire l’economia. Renzi invece abbaia ma non morde, perchè poi dice che rispetterà tutti i vincoli europei e non so veramente dove troverà i soldi”.

ha dichiarato alla stampa Salvini, che si è nuovamente scagliato contro le politiche fiscali europee, cogliendo in particolare l’occasione delle infauste dichiarazioni di ieri del commissario Katainen.

Salvini ha poi enunciato brevemente le proposte leghiste in materia fiscale, sottolineando come anche i tagli orizzontali siano, di fatto, tasse:

“Se chiudi un ospedale è una tassa per il cittadino, che deve fare 50 chilometri per andare a farsi curare; se chiudi una scuola è una tassa occulta. Noi la proposta l’abbiamo fatta: l’aliquota fiscale del 20% che funziona in 40 Paesi del mondo, combattere l’evasione fiscale fa incassare di più allo Stato.”

sostiene il segretario del Carroccio, che è tornato anche su un tema parecchio caro alla Lega, l’indipendentismo; non direttamente per carità (la Lega in teoria ha rinunciato alla secessione convergendo verso il federalismo), ma rispondendo ad alcune domande sul referendum in Scozia e sugli effetti che potrebbe avere per l’economia britannica ed europea, Matteo Salvini ha spiegato:

“Non è mai stato chiuso il tema dell’indipendenza. Se la Scozia vince è una ventata d’aria fresca per l’Europa e ci saranno il Veneto, la Lombardia ma anche il Salento. È già storico il fatto che in Scozia si voti. È un passo importante verso la democrazia. La battaglia indipendentista non l’abbiamo mai smessa, contro i regimi europei e di Roma. Se ci mettiamo tutti insieme abbiamo più probabilità di vincere, lo dico non solo al Piemonte ma anche alla Sardegna al Salento e alla Sicilia”

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