Eurogruppo: investimenti e crescita. Katainen bacchetta Renzi ma poi fa retromarcia

Padoan rassicura i partner europei sul rispetto degli impegni

di guido

16.07 – E’ terminato poco fa il vertice Ecofin (informale) di Milano, dopo che ieri i lavori sembravano essersi arenati sulla spiaggia delle polemiche a distanza tra il commissario Katainen e il premier Renzi per alcune infelici frasi pronunciate dall’economista, e poi oggi ridimensionate, sulla necessità di nuove garanzie “scritte” per le riforme italiane.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al termine del vertice milanese, ha sottolineato come gli investimenti, sia pubblici che privati, saranno al centro delle politiche di crescita sulle quali i ministri dell’economia dell’eurozona stanno cercando di trovare una quadratura del cerchio. Il pubblico che funge da catalizzatore per gli investimenti privati, la crescita come obiettivo non prorogabile e la creazione delle condizioni di profittabilità, non svincolate dalle riforme istituzionali sulle quali alcuni paesi (come la Spagna, che le ha già fatte, e l’Italia) stanno lavorando.

“L’Europa si sta avviando a una strategia sulla crescita e l’occupazione che era l’obiettivo della presidenza italiana. Per la crescita e l’occupazione i pilastri sono le riforme strutturali, gli investimenti che sono lo snodo, il legame tra la domanda e la capacità produttiva: la carenza di investimenti rappresenta la causa di scarsa crescita. […]
Come si creano gli investimenti? Si devono creare le condizioni di profittabilità e un elemento sono le riforme strutturali che permettono di avere un orizzonte temporale lungo. Dipendono anche dagli strumenti finanziari, e in un sistema centrato sulle banche è importante che ci siano nuovi strumenti accanto a quelli creditizi per favorire la crescita. Ci attendiamo che la Commissione Ue e la Bei possano dare suggerimenti concreti in tal senso a breve”.

ha spiegato Padoan nel corso della conferenza stampa.

Aggiornamento sabato 13 settembre, ore 10.10 – Giungendo questa mattina al vertice Ecofin in corso a Milano, dove oggi si entrerà nel merito di misure concrete di sostegno agli investimenti sia pubblici che privati, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha così risposto ai cronisti che chiedevano lumi sull’apparente polemica tra il premier Renzi ed il commissario Ue agli affari economici Katainen, divergenti sulla possibilità e sulla necessità di un controllo europeo sulle riforme istituzionali:

“Continua la discussione sulle riforme strutturali [..] il controllo sulle riforme stesse è uno strumento utile, perché è uno strumento di controllo tra i Paesi che da pari tra di loro, si scambiano esperienze, quindi non è solo un elemento di disciplina ma anche un elemento di apprendimento. Siamo entrati in una fase nuova, quindi tutte le esperienze sono importanti. […]”.

Padoan dunque smorza i toni, offrendo tuttavia il fianco al commissario Katainen ma ribadendo come il proseguire dei lavori del vertice Ecofin sia perfettamente in linea con gli obiettivi del semestre italiano di Presidenza, che ha posto come centrali la strategia per la crescita economica e l’occupazione:

“È un giorno molto importante, dà sostanza alle priorità che l’Italia ha messo sul tavolo dell’agenda europea dall’inizio e sta suscitando un dibattito importante, che mi auguro saranno al centro della commissione che sta per entrare in servizio. Gli investimenti arriveranno prevalentemente dal settore privato e quelli pubblici serviranno da leva, pensiamo a strumenti che aiutino gli investimenti, semplificandoli. Pensiamo anche a un migliore utilizzo dei fondi pubblici nei budget pubblici. Le risorse sono ingenti, ma non sono le uniche disponibili, ma voglio ribadire la preoccupazione, perché i Governi devono fare di più per facilitare gli investimenti privati”.

ha detto Padoan ai cronisti. Non si è tuttavia ancora entrati nel merito, durante il vertice, del “caso Italia”: questa mattina Katainen, giungendo al vertice, ha ridimensionato le affermazioni di ieri, sulla necessità di un nuovo “impegno scritto” tra Italia e Ue, di fatto tornando sui propri passi e chiudendo così una polemica che sembrava costruita piuttosto sul nulla. Così il Presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem :

“Dobbiamo trovare il modo per generare più investimenti privati, tutti i Paesi che hanno margine di manovra nel bilancio dovrebbero considerare qual è l’investimento migliore nel loro Paese, può essere infrastrutture, ricerca e sviluppo, istruzione”

Eurogruppo: meno tasse sul lavoro. Katainen bacchetta Renzi

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Intesa nella riunione dei ministri economici e finanziari dell’area euro per una riforma della tassazione sul lavoro. L’impegno è finalizzato a “a ridurre in maniera effettiva il carico fiscale sul lavoro”, come si legge nel comunicato finale. Per il resto, è stata la giornata in cui il ministro Padoan ha dovuto rassicurare i partner europei sull’impegno italiano al rispetto dei parametri economici stabiliti dall’Europa.

In particolar modo c’è preoccupazione per la possibilità che l’Italia sfori il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil, e il ministro Padoan implicitamente ammette che di sicuro non si potrà rispettare la previsione del 2,6% perché “era un obiettivo compatibile con un quadro macroeconomico diverso, molto peggiore di sei mesi fa e c’è l’ovvia implicazione per i conti pubblici” tuttavia ha garantito che l’Italia rispetterà gli impegni.

Stamattina il premier Renzi era stato più categorico e su Twitter aveva scritto (peraltro sbagliando la grafia di Juncker)

Noi rispettiamo il 3%. Siamo tra i pochi a farlo. Da Europa dunque non ci aspettiamo lezioni, ma i 300 miliardi di investimenti

A Renzi ha risposto direttamente l’ex premier finlandese Jyrki Katainen, commissario europeo uscente agli affari economici e futuro vicepresidente con delega agli investimenti economici nella prossima commissione. Katainen, noto come “falco” dei conti pubblici, ha detto in conferenza stampa che l’Europa “non dà lezioni. Non siamo maestri, ma collaboratori. Stiamo solo valutando quanto bene i diversi Paesi stanno rispettando i loro impegni e quanto promesso verso gli altri Stati membri”, ha spiegato a margine dell’Eurogruppo.

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