F35. Sì della Camera alla mozione Pd: dimezzato il budget

Approvata però anche la mozione di Forza Italia

di guido

24 settembre. La mozione del Pd sugli F35 è stata approvata oggi dall’Aula di Montecitorio. La mozione impegna il governo a ricercare anche “ogni possibile soluzione e accordo con i partner internazionali”, allo scopo di “massimizzare i ritorni economici, occupazionali e tecnologici”. La mozione, il cui primo firmatario è Gian Piero Scanu, capogruppo in Commissione Difesa, ha incassato 275 voti favorevoli e 45 contrari con 152 astenuti.

Nella sostanza, il testo approvato chiede di dimezzare il budget finora stanziato per l’acquisto degli aerei da guerra. Si tratta quindi ora di rivedere l’intero progetto di armamenti. Contestualmente, sono state bocciate le mozioni di Sel e M5S che chiedevano l’annullamento del programma di acquisto e quella della Lega che ne chiedeva la sospensione. Approvate con il parere favorevole del governo quelle di FI e SC
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La guerra di mozioni

Una mozione per rivedere e dimezzare il budget finora stanziato dal governo per l’acquisto degli aerei F-35 è stata presentata alla Camera dal Pd, primo firmatario Gian Piero Scanu, e verrà esaminata nei prossimi giorni dall’Assemblea di Montecitorio. Il testo del Pd si aggiunge agli altri presentati sul tema da Sel, M5S, Lega e Scelta civica. In particolare questa mozione impegna il governo a chiarire “criticità e costi” dell’operazione. L’obiettivo è risparmiare 6 miliardi di euro.

Quella del Pd è solo l’ultima iniziativa in ordine di tempo per modificare gli impegni presi dal nostro paese all’acquisto degli F-35 della Lockheed. Una spesa che ha causato molte polemiche, sia sui costi dell’operazione (mai del tutto chiariti, visto che il prezzo dei singoli aerei continua a salire prima ancora che la produzione sia terminata) sia sull’effettiva efficienza dei velivoli, che in più occasioni hanno fallito i test.

Nonostante l’austerity e la spending review, il programma F-35 è stato toccato solo in parte dai tagli alla spesa, con il governo Monti che ha ridotto da 131 a 100 (e poi a 90) il numero di aerei da acquistare, e il governo Letta che ha sempre respinto al mittente le proposte di modificare sostanzialmente gli impegni d’acquisto (l’ex ministro Mauro è sempre stato uno dei principali sponsor dell’operazione) anche quando dagli Usa arrivavano voci di un possibile smantellamento del programma. Con il governo Renzi qualcosa sembra essere cambiato, quantomeno nell’atteggiamento verso l’operazione: sin dal suo debutto, il ministro Pinotti ha definito “lecita” l’ipotesi di una riduzione del numero di aerei, e a luglio ha chiesto nuove garanzie per l’acquisto.

Parole che sembrano aver spianato la strada a quella parte del Pd che non vede di buon occhio l’impegno militarista ed economico del nostro paese. Ma a rispondere immediatamente alla mozione Scanu è arrivata un’analoga e contraria mozione di Ncd che chiede al governo di “Ricercare ogni possibile soluzione e accordo con i partner internazionali del programma F-35, al fine di massimizzare i ritorni economici, occupazionali e tecnologici, valorizzando gli investimenti già effettuati nella F.A.C.O e la sua competitività quale polo produttivo e logistico internazionale”.

Scontro tra ministri sugli F35

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