Primarie Pd dell’Emilia: chiesta l’archiviazione per Bonaccini

L’ex candidato alle primarie Pd dell’Emilia Romagna risulta indagato in seguito a un esposto presentato dal consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi sull’utilizzo delle auto blu nel periodo in cui Richetti era presidente del consiglio regionale

24 settembre – Chiesta l’archiviazione al Gip da parte della Procura di Bologna per Stefano Bonaccini, candidato Pd alle primarie per le Regionali in Emilia Romagna, indagato per peculato nell’inchiesta sulle “spese pazze” dei gruppi consiliari.

Caos nelle primarie Pd dell’Emilia Romagna
Aggiornamento 23.50 Anche Stefano Bonaccini, candidato alle primarie del centro sinistra in Emilia-Romagna, è indagato nell’inchiesta per peculato della Procura di Bologna. A differenza di Richetti, Bonaccini ha deciso di non ritirare la sua candidatura e spiega di essere pronto a spiegare tutto in Procura.

Matteo Richetti risulta indagato per peculato nell’ambito dell’indagine sulle spese pazze del consiglio regionale. La notizia si è diffusa qualche ora dopo il messaggio con il quale il renziano Richetti si era chiamato fuori dalla corsa per le primarie Pd per il governatorato dell’Emilia Romagna.

Sul conto di Richetti era stato aperto un procedimento in seguito a un esposto presentato dal consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi sull’utilizzo delle auto blu nel periodo in cui Richetti era presidente del consiglio regionale.

Negli scorsi giorni alcuni esponenti del Pd si erano recati in Procura, attraverso i propri legali, per sapere se vi fossero procedimenti a proprio carico: oltre a Richetti risultano indagati altri otto esponenti del Pd.

Il passo indietro di Richetti nella corsa per le primarie Pd per la Presidenza alla Regione Emilia-Romagna era stato motivato con forti pressioni da Roma. Questo aveva scritto Richetti su Facebook qualche ora fa:

L’unità è un valore che non va solo dichiarato, ma anche praticato. Per me, in politica, è un valore importante, così come lo è trovare un punto di sintesi, di lavoro insieme. Per questo non metterò in campo la mia candidatura. Decisione sofferta e meditata, ma credo sia nell’interesse dell’Emilia Romagna e del PD. Ora non è il momento delle divisioni, il nostro Paese e la nostra regione non possono permetterselo. Nel tempo in cui stiamo portando avanti riforme importanti per l’Italia accolgo l’invito, arrivato da più parti, all’unità. Lo faccio perché non basta prendere applausi scroscianti dal nostro popolo, dai democratici, quando si fanno appelli alla coesione. Bisogna saperla realizzare.

Un dietrofront molto rapido visto che il renziano Richetti si era candidato soltanto alcuni giorni fa, dopo che era fallito il tentativo di far convergere il consenso sul sindaco di Imola, Daniele Manca.

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La gara sarà fra Stefano Bonaccini (altro renziano) e Roberto Balzani. Proprio i due renziani in corsa fino a stamattina erano stati oggetto di una tirata d’orecchie dal palco della Festa dell’Unità bolognese: “Avete fatto un bel casino” aveva detto il premier Matteo Renzi. Il dopo Vasco Errani non poteva iniziare in un modo più tormentato, anche se la vittoria di Bonaccini contro l’outsider Balzani sembra scontata. Almeno per il momento.

richetti

Via | Repubblica