Elezioni presidenziali Brasile 2014: Scandalo Petrobras si abbatte su Rousseff

Rousseff rischia di perdere altro consenso in vista delle elezioni presidenziali. L’ex direttore di Petrobras ha accusato il partito della Presidente in carica di essere implicato in una trama di corruzione

La campagna per le presidenziali brasiliane 2014 è sempre più in salita per Dilma Rousseff. Dopo la discesa in campo, per il Partito Socialista (Psb), dell’ambientalista Marina Silva e la preoccupante entrata in recessione tecnica del paese, è arrivata un’altra pessima notizia per la Presidente in carica. L’ex direttore di Petrobras, Paulo Roberto Costa, ha reso noto domenica che esponenti del Partito dei Lavoratori (Pt), a cui appartiene la premier, sono legati a numerose vicende di corruzione. Tuttavia i dettagli della denuncia, forniti alla polizia federale, non sono ancora noti.

Petrobras è una compagnia petrolifera a maggioranza statale. La sua gestione è un tema molto caro all’opinione pubblica brasiliana, visto che molti cittadini hanno acquistato azioni dell’impresa attraverso un fondo di garanzia. Dunque, se è vero che le accuse del manager pubblico sono tutte da verificare, non si può sottovalutare l’impatto che la denuncia di Costa potrebbe avere sull’elettorato in vista delle consultazioni che si terranno dal 5 al 26 ottobre.

Dopo le proteste di strada dello scorso anno, Rousseff aveva promesso tolleranza zero nei confronti dei fenomeni di corruzione che avevano investito il suo partito. Ora arriva un altro scandalo, e come riportato da El Pais, la Presidente non può che ribadire il concetto che “saranno prese tutte le misure appropriate e, se necessario, saranno prese misure ancora più forti“. Ma saranno sufficienti queste parole a non far perdere altro consenso alla candidata del Pt?

Siamo scettici sul fatto che basterà una promessa di traparenza, visto che in questo momento il malcontento generale ha trovato il suo candidato di riferimento in Marina Silva. L’ex ministro dell’Ambiente del governo Lula, per i sondaggi, potrebbe addirittura vincere le elezioni al secondo turno con il 50% dei voti. La sua campagna elettorale difetta di concretezza, ma ciò non sembra essere stato un ostacolo così grande finora. Le moltitudini metropolitane e le minoranze indigene, stanche del modello petista, sembrano comunque preferirla a Rousseff.

Ovviamente, Silva non poteva non prendere posizione sulla questione Petrobras. Durante un comizio elettorale, ha detto: “Vengo accusata di essere contro gli interessi del Brasile. Mentre questa menzogna è promossa con tutti i mezzi, Petrobras è stata distrutta da trame politiche e di corruzione“. I dirigenti del Pt hanno subito reagito. Tra questi, il presidente del partito, Rui Falcão, che ha fatto sapere alla stampa che la candidata ambientalista parla senza prove. Inoltre, in caso di vittoria alle elezioni, “finirebbe per trascurare la gestione delle riserve di idrocarburi“.

Ora bisognerà attendere le rilevazioni di questa settimana per capire quanto le accuse di Costa abbiano inciso sul consenso della Presidente.